Attentato alla sinagoga di Manchester, chi era il killer Jihad Al-Shamie in libertà su cauzione dopo lo stupro
Il killer della sinagoga di Manchester, Jihad Al-Shamie, era in libertà su cauzione dopo l'arresto per un'accusa di violenza sessuale: indagini in corso
Il killer della sinagoga di Manchester, Jihad Al-Shamie, era in libertà su cauzione. Il 35enne britannico di origini siriane ha travolto con l’auto e accoltellato alcune persone che stavano celebrando la festa ebraica dello Yom Kippur, nel sobborgo della metropoli inglese di Crumpsall. L’attacco ha provocato tre feriti gravi e tre morti, tra cui l’attentatore, ucciso dalla polizia. Prima di essere fermato, l’uomo ha pugnalato una persona, mentre l’altra vittima è stata colpita per errore dagli agenti. Stando alle ultime informazioni, Al-Shamie era in libertà vigilata per stupro.
L’attentato alla sinagoga di Manchester
L’attentato è avvenuto intorno alle 9.30 di mercoledì 1° ottobre. Secondo quanto ricostruito dalla polizia di Greater Manchester, gli agenti sono stati chiamati a intervenire nei pressi alla Heaton Park Hebrew Congregation Synagogue, in seguito a una segnalazione di un’auto lanciata contro alcuni fedeli, in sinagoga per celebrare la festività ebraica più sacra a conclusione dei “Dieci Giorni del Pentimento”.
Le autorità hanno fatto scattare “l’allarme Plato”, usato come codice per tutti i servizi di emergenza nazionali in caso di sospetti attacchi terroristici. Sul posto è arrivato anche il premier Keir Starmer.
ANSA
Il premier britannico Keir Starmer e la moglie Victoria a colloquio con un membro della comunità ebraica colpita dall’attentato a Manchester
Le indagini
Per l’attentato alla sinagoga di Manchester sono state arrestate tre persone, sospettate di essere complici dell’attentatore.
Come riportato da Adnkronos, la polizia di Manchester sta indagando inoltre su una presunta minaccia di morte che Al-Shamie potrebbe avere inviato via mail a un ex parlamentare conservatore nel 2012. “Sono persone come te che meritano di morire”, diceva la mail firmata “Jihad Alshamie”.
Chi era Jihad Al-Shamie
Nonostante non fosse sotto il controllo degli agenti dell’antiterrorismo, l’aggressore si trovava in libertà su cauzione dopo essere stato arrestato per l’accusa di violenza sessuale avvenuta a inizio 2025. Il 35enne avrebbe ricevuto però anche altre condanne penali per reati minori.
In fuga dalla Siria di Assad, Al-Shamie è diventato cittadino britannico nel 2006. Il padre, medico che in passato avrebbe lavorato in zone di guerra come il Sud Sudan per conto di alcune ong, lo ha rinnegato post mortem a nome di tutta la famiglia, condannando “il terrorismo e l’uccisione di vittime pacifiche e innocenti”.
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