Aumento per le pensioni dal 2026 in risposta all'inflazione ma importi bassi, le simulazioni degli assegni
Dal 2026 pensioni più alte con rivalutazione Inps legata all’inflazione: aumento fino all’1,4% per circa 1,8 milioni di cittadini
Dal gennaio 2026 scatta l’aumento delle pensioni in base all’inflazione, ma con percentuali diverse secondo il reddito. L’Inps prevede tre livelli di adeguamento (1,4%, 1,26% e 1,05%) per proteggere i redditi bassi e contenere la spesa pubblica. A ricevere l’aumento saranno circa 1,8 milioni di pensionati.
Novità per le pensioni nel 2026
L’aumento ci sarà, ma in misura moderata. Nel 2026 le pensioni potranno essere leggermente più alte, grazie alla rivalutazione degli assegni annunciata dall’Inps, seguendo il principio di adeguamento al costo della vita.
In risposta all’inflazione è prevista una maggiorazione per le pensioni, che sarà parametrata al reddito di ciascun pensionato. Nel 2025 l’aumento si era basato sul valore dello 0,8%, mentre nel 2024 fu molto più alto (5,4%).
iStock
Gli aumenti sulla pensione andranno orientativamente dagli 8 ai 42 euro
L’adeguamento segue il sistema della perequazione a fasce, pensato per proteggere soprattutto le pensioni più basse. Chi percepisce importi modesti riceve l’aumento pieno, mentre chi ha assegni più alti avrà una rivalutazione parziale.
I tre livelli in base all’inflazione
Per il 2026, l’Inps prevede tre livelli di aumento calcolati in base all’inflazione, che per ora si stima all’1,4%.
- Le pensioni più basse, fino a circa 2.400 euro lordi al mese, avranno l’incremento completo dell’1,4%;
- Quelle comprese tra 2.400 e 3.000 euro riceveranno un aumento leggermente ridotto, intorno all’1,26%;
- Per gli assegni oltre i 3.000 euro, l’aumento sarà del 1,05%.
Le simulazioni di aumento
Secondo le simulazioni dell’Inps, circa 1,8 milioni di pensionati beneficeranno della rivalutazione. L’incremento mensile, proporzionale all’importo lordo, si distribuisce come segue per le fasce di reddito più comuni:
- Una pensione di 1000 euro sale di +14,00 euro, raggiungendo 1.014,00 euro;
- Una pensione di 1500 euro sale di +21,00 euro, raggiungendo 1.521,00 euro;
- Una pensione di 2000 euro sale di +28,00 euro, raggiungendo 2.028,00 euro;
- Una pensione di 3000 euro sale di +37,80 euro, raggiungendo 3.037,80 euro;
- Una pensione di 4000 euro sale di +42 euro, raggiungendo 4.042 euro.
In sintesi, l’applicazione della percentuale dell’1,4% porterà ad aumenti compresi tra circa 8,44 euro, per gli assegni più bassi, e 33,60 euro.
Il trattamento minimo, che nel 2025 era fissato a 603,40 euro, nel 2026 salirà di circa l’1,4%, arrivando a 611,84 euro, con un piccolo aumento aggiuntivo dell’1,3% che porterà il totale a 619,79 euro.
In termini pratici, chi percepisce la pensione minima vedrà crescere l’importo mensile di circa 16 euro tra dicembre 2025 e gennaio 2026.
iStock