Autista indagato per le morti sospette in ambulanza a Forlì si difende, "erano già in condizioni critiche"
La difesa dell’autista di ambulanza indagato a Forlì dopo che cinque dei pazienti da lui trasportati sono morti nel tragitto
Si indaga sui cinque anziani morti in ambulanza tra Forlì e Santa Sofia mentre alla guida del mezzo vi era sempre lo stesso autista della Croce Rossa. L’uomo è stato sospeso mentre la Procura indaga sul reato di omicidio volontario continuato, commesso, si presume, tramite l’utilizzo di sostanze venefiche. Il 27enne nega le accuse e, in televisione, dichiara di sentirsi “sereno e tranquillo”.
- L’autista indagato: “Sono a casa sereno”
- I sospetti sui 5 morti in ambulanza
- L’indagine della Procura di Forlì
- L'appello dei famigliari: "Vogliamo la verità"
L’autista indagato: “Sono a casa sereno”
Gli inviati di Dentro la notizia, la trasmissione di approfondimento Mediaset condotta da Gianluigi Nuzzi, si sono messi in contatto con l’autista di Forlì.
Il dipendente della Croce Rossa, da cui è stato momentaneamente sospeso, ha raccontato di lavorare con l’organizzazione da quando aveva 14 anni, da 4 anni come dipendente.
“La Procura non ha fatto emergere nulla. – sono le parole dell’uomo al telefono – Fino ad oggi, sono tutte chiacchiere”.
Il 27enne sottolinea che “le persone (decedute, ndr) viaggiavano da ospedale a ospedale, in condizioni con già diverse criticità. Erano malati terminali e non gente in salute”.
“L’indagine è giusto che ci sia e che vada avanti” continua, specificando come non sia soltanto a suo carico. In ogni caso, l’uomo afferma che “io sono a casa mia, sereno e tranquillo, senza alcun tipo di restrizione”.
I sospetti sui 5 morti in ambulanza
A partire dal mese di febbraio 2025, si sono registrati cinque decessi durante o subito dopo il trasporto in ospedale tra Forlì e Santa Sofia.
In tutti e cinque i casi, alla guida dell’ambulanza che trasportava i pazienti vi era in servizio il medesimo operatore della Croce Rossa.
La coincidenza ha destato l’attenzione delle autorità che, dopo aver eseguito l’autopsia su una donna morta lo scorso novembre, sta effettuando verifiche sugli altri casi.
L’ipotesi è quella di omici seriali, avvenuti somministrando una sostanza letale alle vittime.
L’indagine della Procura di Forlì
La Procura di Forlì ha aperto un’indagine per omicidio volontario continuato, aggravato dalla premeditazione e commesso col mezzo di sostanze venefiche o altro mezzo insidioso.
L’autista indagato non è ancora stato sentito dai magistrati, ma avrebbe già fornito documentazione a sostegno della propria estraneità.
“Si è messo a disposizione dell’autorità giudiziaria perché non ha nulla da nascondere” ha affermato l’avvocata della difesa Gloria Parigi.
L’appello dei famigliari: “Vogliamo la verità”
A rompere il silenzio tra i famigliari dei cinque anziani deceduti in ambulanza è Vittorio, il figlio di una donna morta a novembre 2025, tra i casi per cui l’autista è indagato.
“Abbiamo saputo dai nostri avvocati, perché in questo momento non siamo a Forlì, di questa indagine che riguarda la morte di nostra madre. – ha detto in un video pubblicato sui social – Siamo sconvolti“.
L’uomo ammette che “è una cosa enorme da accettare” e dichiarando “piena fiducia nella Procura”, afferma che “noi ci saremo fino in fondo per capire davvero cosa è successo e perché”
La richiesta dell’uomo assistito dai locali Max Starni e Massimo Mambelli è soltanto una, forte e chiara: “Vogliamo solo la verità”.
IPA