Bambino morto all'asilo di Soci vicino Arezzo, 5 avvisi di garanzia: uno è per la maestra che l'ha soccorso
Cinque indagati per la morte del bimbo di 2 anni all’asilo di Arezzo: tra loro anche la maestra che lo ha soccorso. Si attende l’autopsia
Arrivano gli avvisi di garanzia per il caso del bimbo morto all’asilo ad Arezzo. La procura ne ha notificati cinque e tra gli indagati c’è anche la maestra che per prima lo ha soccorso e che dopo il fatto si è sentita male. Oltre alle indagini ufficiali dell’autorità, anche la cooperativa che gestiva l’asilo ha avviato delle verifiche autonome, mettendosi completamente a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Indagata anche la maestra
Proseguono le indagini in merito alla morte di Leonardo, il bimbo di due anni rimasto strozzato dal laccio della felpa nel giardino dell’asilo in cui stava giocando. La procura ha notificato cinque avvisi di garanzia.
Tra gli indagati compare anche il nome della maestra che per prima ha soccorso il bambino. Si sta cercando di comprendere se si sia trattato di una mancata sorveglianza o di un incidente che non aveva possibilità di soluzione.
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Proprio la maestra ora indagata, in seguito alla conferma della morte del bambino, si è sentita male perché colta da una crisi d’ansia. È stata trasportata al pronto soccorso e le è stato somministrato ossigeno.
La composizione del personale
Al momento del drammatico incidente, il personale in servizio era composto da 14 addetti. La conferma arriva dalla cooperativa che gestisce l’asilo, aperto da 25 anni. Koinè, il nome della cooperativa, non solo si è messa a disposizione dell’autorità giudiziaria, ma ha dato conferma anche della composizione del personale.
Nell’asilo lavorano 16 operatrici, di cui 11 educatrici e cinque assistenti. Al momento della tragedia erano al lavoro in otto, di cui quattro assistenti, più la cuoca e l’aiuto cuoca, per un totale di 14 addetti.
Si tratta di un numero sufficiente per gestire i 60 bambini che frequentano l’asilo. Come fa notare la cooperativa, infatti, è un numero coerente con la normativa vigente e tutte le operatrici, ci tengono ad aggiungere, sono formate e aggiornate per lavorare. Anche gli spazi esterni sono considerati a norma secondo le certificazioni in vigore.
Attesa per l’autopsia
All’arrivo dei soccorsi, il personale medico ha tentato per un’ora di rianimare il bambino. Purtroppo l’elisoccorso non ha fatto in tempo ad atterrare in ospedale, che è stata dichiarata l’ora del decesso.
La prozia di Leonardo ha commentato i fatti: “Non si può morire così, a appena due anni, nel giardino di un nido”. Ed è qui la domanda tra incidente e mancata sorveglianza. Il bambino è rimasto soffocato nella felpa che si è impigliata a un ramo d’albero presente nel giardino a norma.
Albero che, come spiega la cooperativa, non è un arredo ma parte di un progetto didattico ed è in manutenzione costante. Si attende l’esito dell’autopsia disposta dalla pm Angela Masiello, che sarà effettuata a inizio della prossima settimana.
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