Bambino scomparso a Ventimiglia, l'intuizione dello psicologo sull'iperacusia: il suggerimento ai ricercatori

Il bambino scomparso a Ventimiglia è stato ritrovato: fondamentale l'aiuto di uno psicologo che aveva studiato la sua iperacusia

Si è conclusa nel migliore dei modi la vicenda del bambino di 5 anni scomparso a Ventimiglia: è stato ritrovato dopo quasi due giorni grazie a un’intuizione decisiva che prendeva le mosse dalla sua iperacusia, l’ipersensibilità ai rumori. Lo psicologo Roberto Ravera ha suggerito ai ricercatori dove il piccolo – un bambino con disturbo dello spettro autistico – si sarebbe potuto nascondere.

Bambino scomparso a Ventimiglia

È stato ritrovato domenica 13 luglio il bimbo di 5 anni che era scomparso a Latte, vicino Ventimiglia, venerdì 11 mentre si trovava con la famiglia nel camping Por la Mar di Latte. Lunedì è stato quindi dimesso dall’ospedale al termine degli accertamenti psico-fisici. Nelle operazioni che hanno permesso ai suoi genitori di riabbracciarlo è stata fondamentale un’intuizione dello psicologo, Roberto Ravera.

Questi aveva sottolineato come il piccolo si fosse allontanato per la sua iperacusia, l’ipersensibilità ai rumori, e dunque che era opportuno cercarlo in posti lontani dal caos. E proprio in uno di questi, non lontano dal camping dove si trovava, è stato scovato da tre uomini della Protezione Civile mentre si nascondeva in un cunicolo.

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Immagini del ritrovamento del piccolo

Ritrovato il bimbo: la ricostruzione

Roberto Ravera è il primario di Psicologia alla Asl di Imperia. Negli ultimi giorni ha affiancato i carabinieri nelle ricerche del bambino di 5 anni che era scomparso per 36 ore e che è stato ritrovato anche grazie a un suo suggerimento.

Intervistato da “Il Messaggero”, lo psicologo sottolinea come il bimbo non si fosse “allontanato per fuggire, ma per curiosità”. Si era insomma rifugiato nel suo mondo, nel silenzio. “E proprio il silenzio, alla fine, ci ha condotti da lui”, ha detto Ravera.

Per trovarlo, il dottore ha creato una sorta di “Gps mentale” e ha guidato i soccorritori verso il rifugio che avrebbe potuto scegliere: uno spazio nascosto, lontano dal caos.

La reazione

A tale intuizione il dottore era pervenuto dopo lunghi colloqui con la famiglia per conoscerne abitudini e paure e per tracciarne un profilo utile a rintracciarlo.

Il dottore lo identifica come “un bambino con una sensibilità particolare e una percezione sensoriale alterata. I rumori forti lo disturbano, la confusione lo disorienta”. Inoltre sottolinea come nella natura profili come il suo possano “trovare pace, si rannicchiano, si isolano, si “spengono” in attesa che il pericolo passi. Per questo urlare il loro nome non serve. Anzi, può peggiorare la situazione. Ho suggerito a chi lo cercava di cambiare approccio. Niente sirene, niente altoparlanti, bensì diffondere la voce materna, concentrare le ricerche negli anfratti, nei “buchetti” del bosco, ovunque un bambino potesse sentirsi protetto”.

“Quando lo hanno individuato è stato un colpo al cuore. È sopravvissuto da solo per due giorni, al buio, al freddo. Ha affrontato tutto con la sua logica, con la sua forza, è un piccolo eroe“. Infine Ravera ammonisce: “L’autismo è molto diffuso, eppure spesso chi gestisce le emergenze non ha gli strumenti per affrontarlo. Servono protocolli specifici, conoscenze di base su come funzionano questi bambini”.

Iperacusia: cos’è

Il bimbo presenta un disturbo dello spettro autistico e una ridotta tolleranza ai suoni. Come succede in molti casi per persone con disturbi simili al suo, ha reazioni particolarmente forti a suoni, rumori e ambienti acusticamente complessi o imprevedibili.

Si tratta di una reattività neurofisiologica ed emotiva a suoni anche quotidiani che per queste persone possono risultare fastidiosi, disturbanti, dolorosi e insopportabili. L’iperacusia è una delle manifestazioni più conosciute di questo disturbo, come sottolinea “Gam Medical”.

In essa si verifica un abbassamento patologico della soglia di percezione uditiva per cui suoni che per la maggior parte delle persone risultano normali, tollerabili, piacevoli o appena percettibili, possono risultare dolorosi, invasivi o insostenibili. Le persone con iperacusia possono avere forti ripercussioni sull’andamento della propria vita dall’evitamento sociale a difficoltà scolastiche o lavorative fino a una sensazione costante di allerta e tensione che può minare profondamente il benessere psicologico.

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