Barletta, bloccati 2 ventenni in fuga, nel borsello una chiave: apre un capannone con pezzi di 19 auto rubate
Due giovani di Cerignola denunciati a Barletta per ricettazione: scoperti componenti d’auto rubate in un capannone dopo inseguimento.
Furto e ricettazione sono le accuse a carico di due giovani residenti a Cerignola, denunciati dalla Polizia di Stato a seguito del ritrovamento di numerosi componenti di veicoli rubati nascosti in un capannone della zona industriale di Barletta. L’operazione è stata condotta nei giorni scorsi, quando gli agenti, seguendo le tracce di un’auto sottratta a Corato, hanno intercettato i sospetti e scoperto il deposito di refurtiva. L’intervento si inserisce nel quadro dei servizi di controllo rafforzati per contrastare l’ondata di furti d’auto nella provincia.
La fonte della notizia
Stando alle informazioni pubblicate sul sito della Polizia di Stato, l’operazione ha preso il via durante i servizi di controllo intensificati nella città di Eraclio, dove la Polizia ha individuato e denunciato due giovani di Cerignola per il reato di ricettazione. L’azione degli agenti ha permesso di scoprire un ingente quantitativo di componenti automobilistici, risultati provenienti da furti avvenuti nella zona.
L’inseguimento e la scoperta del capannone
La svolta nelle indagini è arrivata quando la Volante del Commissariato di Barletta ha seguito le coordinate fornite dal sistema di geolocalizzazione di un’auto rubata la notte precedente a Corato. Gli agenti hanno raggiunto la zona industriale locale, dove hanno notato una vettura con a bordo due persone che, alla vista della pattuglia, si sono date alla fuga. Dopo un breve inseguimento, i poliziotti sono riusciti a bloccare il veicolo sospetto.
I sospetti e i primi indizi
A bordo dell’auto fermata sono stati identificati due ventenni originari di Cerignola, entrambi già noti alle forze dell’ordine per precedenti legati a reati contro il patrimonio, ricettazione e furti di auto. Durante la perquisizione, gli agenti hanno trovato un mazzo di chiavi nascosto in un borsello, di cui i giovani non hanno saputo fornire spiegazioni convincenti, mostrando evidente nervosismo per il ritrovamento.
Il ritorno sul luogo e la perquisizione dei capannoni
Guidati dall’intuito e dalle informazioni raccolte, i poliziotti sono tornati nel punto da cui i due sospetti si erano allontanati precipitosamente, coincidente con l’ultima segnalazione del sistema satellitare dell’auto rubata a Corato. Qui, gli agenti hanno ispezionato con pazienza diversi capannoni della zona industriale, fino a individuare quello che si apriva proprio con le chiavi trovate in possesso dei fermati.
Il deposito della refurtiva
All’interno del capannone, la Polizia ha rinvenuto componenti automobilistici già smontati e accuratamente sistemati, appartenenti a circa 19 vetture oggetto di furto. Il materiale, pronto per essere probabilmente immesso sul mercato nero, rappresenta il frutto di una serie di reati che hanno colpito numerosi proprietari di auto nella provincia.
Le conseguenze per i fermati
I due giovani sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani per il reato di ricettazione. Inoltre, il conducente del veicolo in fuga è stato sanzionato per guida senza patente, poiché non l’aveva mai conseguita. Il mezzo utilizzato, privo di copertura assicurativa, è stato sottoposto a sequestro penale e amministrativo.
Le misure di prevenzione adottate
Il Questore della sesta provincia pugliese, dott. Alfredo Fabbrocini, valutando i precedenti dei due ventenni e le modalità dell’intervento, ha disposto l’avvio della procedura per l’applicazione della misura di prevenzione personale del Foglio di via Obbligatorio. Tale provvedimento, gestito dagli specialisti dell’Ufficio Polizia Anticrimine della Questura, mira a impedire ai due giovani il ritorno nel territorio comunale di Barletta per tre anni, in risposta al crescente fenomeno dei furti di veicoli nella zona.
La presunzione di innocenza
Le autorità hanno sottolineato che i provvedimenti adottati durante le indagini non sono definitivi e che gli indagati devono essere considerati innocenti fino a prova contraria, secondo quanto stabilito dalla legge e fino a una sentenza o decreto penale di condanna irrevocabile.
IPA
Il presente articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.