Benno Neumair tra gli scacchi e la giustizia riparativa con le zie, ma con la sorella Madé resta il gelo
Benno Neumair insegna scacchi in carcere e avvia incontri di giustizia riparativa con le zie, ma il rapporto con la sorella Madé resta inesistente
Benno Neumair, condannato all’ergastolo per il duplice omicidio dei genitori, oggi vive una routine scandita dagli scacchi e da un percorso di giustizia riparativa avviato con alcune zie. Nel carcere di Montorio insegna a giocare agli altri detenuti e mantiene una condotta definita collaborativa. Ma il tentativo di riallacciare i rapporti familiari si è fermato davanti al rifiuto netto della sorella Madé, che continua a non riconoscere in lui alcun pentimento.
- Le nuove attività di Benno Neumair in carcere
- Cos’è la giustizia riparativa
- Il delitto e la condanna definitiva
Le nuove attività di Benno Neumair in carcere
Come riporta il Corriere della Sera l’11 novembre, da mesi Benno Neumair partecipa attivamente alla vita del carcere di Montorio.
Secondo i suoi avvocati, Flavio Moccia e Angelo Polo, alla fine di settembre è uscito dal regime di isolamento e ha ottenuto l’incarico di insegnare scacchi ai detenuti, un ruolo affidato direttamente dalla direzione.
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La villa dei Neumair a Bolzano
I legali descrivono una persona collaborativa, inserita nel percorso rieducativo previsto dall’istituto, e disponibile a svolgere attività che alleggeriscono la monotonia della detenzione.
Parallelamente, Neumair ha avviato un rapporto costante con due zie che da oltre un anno partecipano con lui a un progetto di giustizia riparativa.
Il giovane aveva espresso il desiderio di coinvolgere anche la sorella Madé, ma proprio quella lettera aveva colto la famiglia di sorpresa: nei primi anni di detenzione, infatti, Benno non aveva mai tentato alcun contatto con i parenti.
Una distanza che per Madé Neumair è rimasta immutata.
Cos’è la giustizia riparativa
La giustizia riparativa è un percorso introdotto in Italia in modo organico con la riforma Cartabia del 2021.
Si tratta di un modello che affianca la pena tradizionale e punta a ricostruire il rapporto tra autore del reato e vittima attraverso incontri gestiti da mediatori esperti.
Gli obiettivi non riguardano la riduzione della pena, ma la comprensione delle conseguenze del reato e la ricerca di un esito condiviso che, anche in forma simbolica, possa rappresentare una riparazione.
Questo tipo di giustizia si sviluppa solo su base volontaria e prevede che entrambe le parti accettino di sedersi allo stesso tavolo.
Il delitto e la condanna definitiva
Il caso Benno Neumair resta uno dei più discussi degli ultimi anni. La sera del 4 gennaio 2021, nel loro appartamento di via Castel Roncolo a Bolzano, il giovane strangolò prima il padre Peter, poi la madre Laura, usando un cordino d’arrampicata.
Caricò i corpi in auto e li gettò nell’Adige, provando per settimane a depistare le indagini. La svolta arrivò grazie alla sorella Madé, che trovò una traccia di sangue del padre sul ponte di Ischia Frizzi.
I corpi emersero solo dopo giorni di ricerche complesse.
Tutti i gradi di giudizio hanno confermato la condanna all’ergastolo, con un anno di isolamento diurno, per omicidio pluriaggravato e distruzione di cadaveri.
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