Bimbo col cuore bruciato, avvocato Petruzzi attacca Oppido che "parlava di autopsia già il 30 dicembre"

L'avvocato della famiglia del piccolo Domenico, Francesco Petruzzi, va all'attacco dell'equipe medica che ha impiantato il cuore "bruciato" al bimbo

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La famiglia del piccolo Domenico punta il dito contro i ritardi dell’equipe medica del Monaldi che ha effettuato il trapianto. Nel giorno dell’autopsia del bimbo morto a Napoli dopo aver ricevuto un cuore “bruciato”, l’avvocato Francesco Petruzzi ha rivelato come il cardiochirurgo Guido Oppido avesse parlato di autopsia già una settimana dopo l’intervento. Un riferimento che, secondo il rappresentante legale dei genitori della piccola vittima, farebbe capire come l’ospedale non abbia fatto il possibile per salvare la vita del bambino di due anni.

Le parole della mamma del bimbo con il cuore “bruciato”

I sospetti della famiglia di Domenico Caliendo sono stati espressi senza giri di parole dalla madre, Patrizia Mercolino, parlando ai microfoni di Ignoto X subito dopo la conclusione dell’autopsia del bimbo, sulla quale è stato disposto l’incidente probatorio.

“Io fino all’ultimo giorno, fino al giorno della morte di mio figlio, ho sempre pensato bene di loro, ho sempre sperato, non ho mai immaginato tutto quello che sto scoprendo adesso” ha detto la donna rispondendo a una domanda del conduttore Pino Rinaldi sui ritardi dell’equipe medica.

In diretta su La7, la madre del bambino ha spiegato che secondo lei i medici “pensavano che Domenico dopo 15-20 giorni sarebbe morto sotto l’Ecmo“, la macchina per la circolazione extracorporea a cui era stato attaccato, e che invece il figlio “è durato 60 giorni, ha lottato per 60 giorni fino all’ultimo respiro”.

L’attacco diretto dell’avvocato Petruzzi

Un’accusa che il rappresentante legale, l’avvocato Francesco Petruzzi, ha circostanziato facendo riferimento alla relazione fornita all’ospedale dal primario di cardiochirurgia Guido Oppido, che avrebbe parlato dell’autopsia del cadavere del bambino il 30 dicembre, sette giorni dopo il trapianto.

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L'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia di Domenico Caliendo

“Vi è un documento, che ho visto sui giornali, dove pare che il dottor Oppido chieda negli audit un riscontro in sede di autopsia per la bontà del suo lavoro in relazione alla riuscita chirurgica dell’impianto di quel cuore bruciato” ha affermato in collegamento con Ignoto X, sottolineando di aver “già chiesto la riqualificazione del fatto in omicidio volontario“.

I sospetti sulla morte di Domenico

Parlando ai microfoni di Dentro la notizia su Canale 5, l’avvocato Petruzzi ha detto di ritenere che la morte del bambino non sia stata decretata il giorno del trapianto del cuore “bruciato”, ma “anche dopo, quando non si è scelto di valutare altre opzioni terapeutiche e cliniche che potevano salvargli la vita, consentendogli di essere in grado di poter avere un secondo trapianto quando poi l’altro cuore è arrivato”.

“Domenico è stato lasciato con lo sterno aperto – ha rimarcato – Quando si lascia un bambino con lo sterno aperto si aumenta notevolmente il rischio di infezione, perché si lascia sterno aperto e non si valuta poi la possibilità di soluzioni cliniche alternative e diverse?”.

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