Cane sempre legato sul balcone a Lecce prova a fuggire lanciandosi nel vuoto, morto dopo la caduta su un'auto
Lasciava il cane sul balcone legato con una corda: l'animale è precipitato ed è morto. Il Tribunale di Lecce ha condannato un uomo
Teneva il cane sempre legato a una corda, solo, sul balcone della sua abitazione. Capitava anche quando sulla città cadeva la pioggia. L’animale, infine, nel disperato tentativo di riconquistare la sua libertà si è lanciato nel vuoto ed è morto. Per questo motivo la seconda sezione penale del Tribunale di Lecce ha condannato un uomo per abbandono e maltrattamento di animali con un’ammenda di cinquemila euro e al risarcimento a favore di un’associazione a difesa degli animali che si era costituita parte civile.
La sentenza del Tribunale di Lecce
Il 28 ottobre la seconda sezione penale del Tribunale di Lecce ha emesso la sentenza contro un uomo per i reati di maltrattamento e abbandono di animali. I giudici lo hanno condannato a un’ammenda di cinquemila euro e al risarcimento alla parte civile, rappresentata dall’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa).
Come precisano Ansa e Corriere della Sera, il giudice ha applicato la legge 189 del 20 luglio 2004 relativa a “disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate”.
ANSA
Le stesse disposizioni ora sono regolate dalla legge Brambilla, che ha sostituito il riferimento ai “delitti contro il sentimento per gli animali” con quello ai “delitti contro gli animali”, specifica il Corriere della Sera.
Secondo i giudici, l’uomo avrebbe lasciato il suo cane sempre legato su un balcone dalle dimensioni inadeguate. L’animale è morto dopo essere precipitato dal terzo piano, dove si trovava l’abitazione.
Il cane costretto su un balcone
Le fonti citate non riportano le coordinate temporali dei fatti. Secondo Ansa, l’uomo era in possesso di un cane di mezza taglia, ed era sua abitudine tenere l’animale legato su un balcone dalle dimensioni insufficienti “rispetto alle esigenze fisiche ed etologiche“, hanno scritto i giudici come riporta Corriere della Sera.
Ciò portava l’animale a uno stato “di assoluta sofferenza e solitudine“, e molto spesso da quel balcone al terzo piano era possibile avvertire i lamenti del cane, che inevitabilmente rimaneva esposto anche alle intemperie.
Come è morto l’animale
Infine, il tragico epilogo. Il cane era morto dopo essere precipitato dal balcone, probabilmente in un momento in cui potrebbe aver tentato di fuggire o per la “presenza di una panca collocata a ridosso della ringhiera” sulla quale potrebbe essersi sbilanciato.
L’animale, dopo un volo dal terzo piano, è morto a causa dell’impatto con il suolo. A Repubblica Claudia Taccani, avvocata responsabile dell’ufficio legale di Oipa Italia, ha spiegato che “la detenzione di un cane sul balcone, o comunque in condizioni non naturali, può comportare episodi gravi come quello accaduto in questo caso”.
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