Carta Docente, quali sono le novità del Ministero dell'Istruzione e perché c'è un'interrogazione parlamentare

Ancora bloccato il portale per l’attivazione della Carta Docente: nessuna novità fino a gennaio, il M5S presenta un’interrogazione parlamentare

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La Carta Docente resta bloccata: il portale è aggiornato ma non operativo, e l’attivazione del bonus è rinviata al 2026. Il Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione urgente a Valditara, mentre i sindacati chiedono fondi per estendere e mantenere i 500 euro. Ma le vere novità arriveranno solo con il decreto di gennaio.

Portale aggiornato ma bonus ancora fermo: le novità sulla Carta Docente

La piattaforma Carta del Docente, riaperta in questi giorni, resta inaccessibile per la maggior parte dei docenti. Nella schermata di accesso compare l’avviso secondo cui “il periodo per la registrazione alla piattaforma è terminato”, mentre per chi ha diritto al bonus appare la scritta “per spendere il bonus hai tempo fino al 31 agosto 2026”.

Questo aggiornamento segnala che qualcosa si sta muovendo, ma la Carta Docente 2025/2026 non è ancora attiva. La sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti ha chiarito che “non ci sono ritardi o impedimenti”, ma che l’ampliamento della platea dei beneficiari, con l’inclusione di circa 190mila supplenti e personale educativo, richiede tempi tecnici più lunghi.

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Carta del Docente, ancora inaccessibile la piattaforma: novità in attesa dal Ministero dell’Istruzione

La nuova assegnazione, ha detto, “potrà avvenire solo dopo l’individuazione dei supplenti fino al termine delle attività didattiche, ovvero da gennaio di ogni anno”. Il Decreto Scuola n.127/2025, approvato a settembre, prevede che il bonus potrà essere usato anche per hardware, software e servizi di trasporto, con una cadenza quadriennale per gli acquisti tecnologici. Restano però da definire l’importo effettivo e le modalità di attribuzione, che saranno stabiliti con un decreto interministeriale entro il 30 gennaio.

Richiesta un’interrogazione parlamentare

Sul ritardo dell’attivazione è intervenuto il Movimento 5 Stelle, che ha presentato un’interrogazione urgente al ministro Giuseppe Valditara. “La situazione è oggettivamente allarmante”, ha dichiarato il capogruppo in Commissione Cultura Antonio Caso, secondo cui la Carta “viene di fatto svuotata: importi ridotti sotto i 500 euro, attivazione rinviata a febbraio e per i supplenti annuali praticamente inutilizzabile”.

Il deputato ha aggiunto che chi lavora fino a giugno “non avrà tempo per usarla, una vera beffa”, chiedendo al ministro di “metterci la faccia e rispondere al più presto, invece di evitare il confronto in Aula”.

Il M5S accusa il governo di lasciare “la scuola in attesa” e di non garantire il pieno diritto alla formazione dei docenti. Caso ha inoltre annunciato la volontà di intervenire con emendamenti alla prossima manovra per “stare al fianco dei docenti beffati”.

Le richieste dei sindacati

Anche il sindacato Anief ha sollevato il problema della mancanza di risorse nella Legge di Bilancio 2026. Il presidente Marcello Pacifico, intervistato da Teleborsa, ha ricordato che il disegno di legge “non prevede fondi per la scuola” e che “occorrono risorse per garantire la Carta anche al personale precario, mantenendo l’importo di 500 euro”.

Pacifico ha inoltre sottolineato la necessità di riconoscere il lavoro gravoso del personale scolastico, di ampliare l’accesso all’Ape sociale e di creare un fondo per l’indennità di sede per i lavoratori fuori regione. “Abbiamo presentato circa 70 emendamenti in Parlamento – ha spiegato – e ci aspettiamo risposte concrete per valorizzare tutto il comparto Istruzione e Ricerca”.

Nel frattempo, tra i docenti cresce il malcontento: chi ha ancora residui delle annualità precedenti potrà spenderli fino al 31 agosto 2026, ma non è possibile utilizzare né accumulare nuovi buoni finché non sarà emanato il decreto che fissi l’importo individuale.

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