Caso Almasri, Nordio si difende e nega le dimissioni dopo le indiscrezioni: "Atti smentiscono i giornali"
Durante il question time al Senato, il ministro della Giustizia Nordio ha ribadito il suo no alle richieste di dimissioni avanzate dalle opposizioni sul caso Almasri
Sul caso Almasri il ministro della Giustizia Carlo Nordio non arretra di un passo, anzi contrattacca: travolto dalle polemiche dopo le ultime rivelazioni di stampa che sembrano contraddire la versione da lui già fornita in Parlamento, il Guardasigilli sceglie la via della sfida e, in Senato, replica con ironia alle richieste di dimissioni: “Hic manebimus optime”, ovvero “Qui staremo benissimo”. Nordio ha poi ribadito che gli atti smentiscono la stampa.
- La linea di Nordio su caso Almasri
- Opposizioni all’attacco di Nordio
- Sul caso Almasri deciderà il Tribunale dei ministri
- Nordio sulla fuga di Andrea Cavallari
La linea di Nordio su caso Almasri
L’inchiesta del Tribunale dei ministri è ormai in dirittura d’arrivo. L’indagine ha acceso i fari su una serie di comunicazioni interne al Ministero che, secondo le opposizioni, dimostrerebbero come Nordio e il suo staff fossero perfettamente al corrente dell’arresto del generale libico Najeem Osama Almasri sin dalle prime ore successive al fermo.
In particolare, una mail della capo di gabinetto dimostrerebbe che la comunicazione da L’Aia fosse già giunta domenica 19 gennaio, smentendo la versione ufficiale secondo cui solo lunedì 20 sarebbe stato trasmesso il “complesso carteggio”.
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Roma, 10 luglio 2025 – Il ministro della Giustizia Carlo Nordio nel corso del question time al Senato
Ma per Nordio si tratta di ricostruzioni prive di fondamento, un “chiacchiericcio riportato dalla stampa” che “è completamente infondato“, ha dichiarato il ministro durante il question time a Palazzo Madama.
Poi, rivolgendosi ironicamente a chi dagli scranni del Pd aveva invocato le dimissioni (il senatore Dem Filippo Sensi aveva detto “da oggi noi la consideriamo dimissionario”), Nordio ha replicato in questi termini: “Mi chiede cosa avrebbe detto Churchill, le dico ‘wishful thinking’, in latino è ‘putant quod cupiunt‘”, ovvero “c’è gente che crede vero quello che desidera”.
E ancora: “Voi pensate che io sia dimissionario perché è questo il vostro desiderio ma ripeto è un ‘wishing thinking’ e vi posso assicurare ‘hic manebimus optime‘”, tradotto “qui staremo benissimo”. La citazione è di Tito Livio.
Opposizioni all’attacco di Nordio
Durissima la reazione delle opposizioni, che continuano a invocare le dimissioni di Nordio e accusano il governo Meloni di avere mentito.
“Ormai è chiarissimo che il ministro Nordio e la premier Meloni hanno mentito al Parlamento e al Paese. È un fatto gravissimo dal punto di vista democratico, che mina le nostre istituzioni”, ha commentato Raffella Paita, capogruppo al Senato di Italia viva.
In una nota congiunta, le capogruppo M5s nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato Valentina D’Orso e Ada Lopreiato hanno scritto così: “Sulla gravissima vicenda Almasri ogni minuto di silenzio della presidente del Consiglio aggrava la situazione. L’operazione Almasri ha per forza di cose la regia di Palazzo Chigi. Meloni deve riferire tutto alle Camere e ai cittadini. Oggi Nordio si permette di dire che il governo riferirà quando sarà il momento. Il momento è subito e a farlo deve essere Meloni”.
Duro anche Nicola Fratoianni, leader di Avs: “Direi che prima del Tribunale dei ministri serve il tribunale della verità e della decenza: siamo di fronte ad un gigantesco scandalo”, ha detto intervistato a L’aria che tira su La7. “È una cosa che oscilla tra il ridicolo e il gravissimo, ecco perché allora il ministro si deve dimettere”, ha aggiunto.
A parlare in soccorso di Nordio è stato il deputato Enrico Costa di Forza Italia, secondo il quale gli attacchi sul caso Almasri sono “un pretesto” che serve a coprire “il disperato tentativo di bloccare la separazione delle carriere colpendo il ministro della Giustizia”.
Sul caso Almasri deciderà il Tribunale dei ministri
Sarà prossimamente il Tribunale dei ministri a dover decidere se procedere con l’archiviazione o con il rinvio a giudizio dei membri del governo coinvolti: oltre a Nordio, figurano anche la premier Giorgia Meloni, il sottosegretario Alfredo Mantovano e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Le accuse sono pesanti: favoreggiamento, peculato, e per il Guardasigilli anche omissione d’atti d’ufficio.
Nordio sulla fuga di Andrea Cavallari
Nordio ha dovuto rispondere anche sulla fuga di Andrea Cavallari, evaso dopo essere stato condannato per la strage di Corinaldo: “La certezza della pena sta diventando una astrazione metafisica… Ho avviato un’istruttoria per accertare compiutamente i fatti. È una vicenda che ha ferito profondamente la sensibilità degli italiani.
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