Caso Liliana Resinovich, la Cassazione deciderà sulla perizia esclusa dall'incidente probatorio

Fissata per il 18 novembre l'udienza sul caso Resinovich in Cassazione riguardo al ricorso sull'esclusione della perizia dall'incidente probatorio

La Prima sezione della Corte di Cassazione ha fissato per il 18 novembre un’udienza, nell’ambito dell’indagine sul caso Liliana Resinovich, relativa al ricorso della difesa di Sebastiano Visintin, unico indagato per la morte della moglie. Il ricorso riguarda l’esclusione della perizia medico-legale dall’incidente probatorio, decisione presa dalla gip Flavia Mangiante.

Perché la perizia era stata esclusa dall’incidente probatorio

La giudice per le indagini preliminari aveva escluso la perizia medico-legale richiesta dalla difesa, concedendo invece accertamenti di natura genetica, merceologica e dattiloscopica.

L’udienza di Cassazione, che si terrà in Camera di consiglio e senza la partecipazione di procuratore generale e difensori, valuterà la legittimità di questa esclusione.

Sebastiano Visintin, marito di Liliana ResinovichANSA

Sebastiano Visintin, marito di Liliana Resinovich

Intanto, l’8 settembre all’Istituto di Medicina legale di Ancona i tre periti ai quali la stessa gip Mangiante ha conferito l’incarico inizieranno i nuovi accertamenti sui reperti legati al caso di Liliana Resinovich.

Il collegio peritale avrà 120 giorni per analizzare in modo approfondito tracce, impronte e riferimenti merceologici su vari elementi sequestrati, tra cui il cordino trovato sul collo di Liliana, il braccialetto, gli abiti e i guanti di Visintin, nonché le suole delle scarpe della vittima.

Il ricorso della difesa di Visintin

Come riporta AlaNews, la difesa di Visintin aveva motivato il ricorso sottolineando “discrasie scientifiche gravi” tra le due perizie medico-legali finora depositate.

La prima, firmata da Fulvio Costantinides e Fabio Cavalli, aveva ipotizzato una morte accidentale per asfissia da sacchetto di plastica, senza indicazioni di terzi coinvolti. La seconda perizia, redatta dal team guidato da Cristina Cattaneo, sostiene invece che Liliana fu uccisa, probabilmente soffocata dopo un’aggressione. Per questo motivo i legali di Visintin hanno chiesto un terzo parere “super partes” che faccia chiarezza.

L’impronta sul sacco e le telecamera di Visintin

A inizio agosto 2025, intanto, il Gip aveva chiesto venisse eseguito “un esame comparativo tra l’impronta guantata in trama di tessuto”, rinvenuta su uno dei sacchi neri in cui era infilato il cadavere di Liliana Resinovich, e i guanti utilizzati dagli operatori.

La donna, scomparsa dalla sua abitazione di via Verrocchio a Trieste, era poi stata ritrovata cadavere, dentro due sacchi di plastica per le immondizie, oltre 20 giorni dopo, in una zona boschiva del parco dell’ex ospedale psichiatrico di San Giovanni.

Le analisi del Gabinetto interregionale del Triveneto di polizia scientifica di Padova, alla quale la Procura di Trieste aveva affidato accertamenti dopo che il Gip Luigi Dainotti aveva rigettato la richiesta di archiviazione hanno dimostrato la trama del guanto e quella sul sacco sono risultate “non compatibili”.

È stato quindi avviato un esperimento usando i jeans della vittima e tre campioni di sacchi delle immondizie simili a quelli in cui era infilato il cadavere. Sono state replicate le condizioni ambientali e sono stati usati adesivi istantanei che hanno riprodotto “impronte a trama regolare simili e confrontabili con quella evidenziata sul sacco che ricopriva gli arti inferiori” di Liliana.

Sono state fatte anche ulteriori verifiche sulla Go Pro che Visintin aveva installato sulla sua bicicletta. La telecamera ha ripreso il percorso fatto dall’uomo dalle 12.16 alle 13.33 del giorno della scomparsa della moglie e non ha evidenziato novità.

Secondo il Centro operativo per la sicurezza cibernetica della polizia postale del Friuli Venezia Giulia, le coordinate Gps di inizio dei video, che di fatto costituiscono parte dell’alibi di Visintin, sono “in accordo con le immagini riprese dalla videocamera e gli orari dei file trovano riscontro con quanto dichiarato da Visintin e con quanto riportato dalla minuziosa ricostruzione effettuata dal personale della Squadra Mobile”.

Caso Resinovich ANSA