Chi era l'alpinista Luca Sinigaglia morto sul Pobeda Peak in Kirghizistan, il sacrificio per salvare l'amica
Chi era l'alpinista Luca Sinigaglia, morto sul Pobeda Peak nel tentativo di salvare una sua amica che si era rotta una gamba ed era rimasta bloccata
L’alpinista Luca Sinigaglia è morto sul Pobeda Peak in Kirghizistan, tentando di salvare la vita all’amica Natalia Nagovitsyna, che era ed è ancora bloccata a circa 7200 metri con una gamba rotta. La sorella di Luca Sinigaglia ha detto: “Se n’è andato facendo quello amava e compiendo un atto di grande coraggio”.
- Com'è morto l'alpinista Luca Sinigaglia
- Gli ultimi messaggi di Luca Sinigaglia
- Chi era Luca Sinigaglia: l'ultimo record e il ricordo della sorella
Com’è morto l’alpinista Luca Sinigaglia
Il decesso di Luca Sinigaglia risale al 15 agosto. L’alpinista è morto a 6900 metri di quota sul Pobeda Peak, una montagna di 7439 metri che fa parte del massiccio del Tien Shan in Kirghizistan, nel tentativo di salvare la vita dell’amica Natalia Nagovitsyna, che si è rotta una gamba e si trova bloccata a circa 7200 metri.
La Repubblica ha riportato il racconto della sorella di Luca Sinigaglia: “Era salito in solitaria, ma si era accordato con Natalia per ritrovarsi su quella montagna. Lei ha iniziato l’ascesa poco dopo di lui. In totale erano in quattro. Mentre Luca e un alpinista tedesco stavano scendendo per rientrare al campo base, sono stati raggiunti da Roman, un russo che li seguiva assieme a Natalia: è stato lui a informarli del fatto che lei si era rotta una gamba ed era in gravissima difficoltà”.
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Il Pobeda Peak.
A quel punto, Sinigaglia ha deciso di risalire verso la vetta per portare all’amica del cibo, un fornello da campo, un sacco a pelo e una bombola di gas.
Gli ultimi messaggi di Luca Sinigaglia
Patrizia Sinigaglia ha riferito che l’ultima volta che ha sentito via messaggio il fratello Luca era il 13 agosto: “Mi ha scritto che era a 7190 metri assieme a Natalia e a Gunther, tutti e tre stretti in una piccola tenda con raffiche di vento violentissime. Mi chiedeva di avvisare la Farnesina e l’ambasciata russa perché erano in condizioni critiche”.
La sorella dell’alpinista deceduto ha raccontato che, nel frattempo, dal campo base l’hanno esortata a convincerlo a scendere, perché era in vetta e in carenza di ossigeno da troppi giorni. “Gli ho chiesto di rientrare al più presto al campo base e mi ha assicurato che l’indomani l’avrebbe fatto. Il suo ultimo messaggio è stato: ‘Ti scrivo domani. TVB‘”.
Nei successivi due giorni, il campo base ha riferito a Patrizia Sinigaglia che era in contatto con l’alpinista e che stava scendendo. Nel pomeriggio del 15 agosto, però, è arrivata la comunicazione che Luca non stava bene e, poco dopo, la notizia del decesso.
Chi era Luca Sinigaglia: l’ultimo record e il ricordo della sorella
Luca Sinigaglia aveva l’obiettivo di conquistare il premio Leopardo delle nevi, assegnato a chi riesce a raggiungere la vetta di tutte le cinque montagne sopra i 7000 metri che si trovano sul territorio dell’ex Urss. Il Pobeda Peak era l’ultima che gli mancava e, prima di morire, aveva raggiunto la vetta.
Patrizia Sinigaglia lo ha ricordato così: “Mio fratello se n’è andato facendo quello amava e compiendo un atto di grande coraggio. Siamo disperati, ma possiamo aggrapparci a questa consapevolezza”.
iStock / Instagram Luke Sinigaglia