Chiusura del gruppo Facebook Mia Moglie dopo le segnalazioni, la decisione di Meta e le indagini sulle vittime
Gruppo Facebook 'Mia moglie' chiuso, ma spuntano nuove pagine su Telegram e Whatsapp: cosa è emerso dalle indagini
Proseguono le indagini della polizia postale per fare luce su ciò che accadeva nel gruppo Facebook ‘Mia Moglie’, pagina con 32mila iscritti in cui venivano postate foto intime e private di centinaia di mogli, ex compagne e persino suocere ignare di tutto. Il gruppo è stato chiuso, ma la barbara attività di scambio di materiale non è cessata del tutto in quanto alcuni membri del gruppo di Facebook si sono dati appuntamento su un canale Telegram e su Whatsapp, fondando “Chat di Mia Moglie”.
- Gruppo Facebook 'Mia moglie' chiuso, ma spuntano chat su Telegram e Whatsapp
- Circa 3mila segnalazioni di donne in 2 giorni
- Lo sviluppo doloroso delle indagini
Gruppo Facebook ‘Mia moglie’ chiuso, ma spuntano chat su Telegram e Whatsapp
La pagina Facebook ‘Mia moglie’ venne inaugurata nel 2019. Ha raggiunto negli anni oltre 30mila iscritti. La polizia postale sta indagando sulla vicenda.
Barbara Strappato, vicedirettrice della polizia postale, sta seguendo il lavoro dei colleghi. “Per quanto riguarda Telegram, rileviamo da parte loro scarsa collaborazione con le forze dell’ordine. Perché dichiarano di non detenere i dati dei loro utenti, a differenza di altre piattaforme”, ha spiegato la poliziotta.
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Gli investigatori hanno già domandato che le immagini vengano rimosse da Telegram. Inoltre sarebbe ‘germogliato’ anche un gruppo su Whatsapp, Ne dà notizia La Repubblica.
“Colpisce il mancato rispetto, il linguaggio di odio sempre verso le donne. Non è un caso se nella classifica di Vox anche per il 2024 le donne sono la categoria più odiata sul web“, ha evidenziato sempre Barbara Strappato.
“Noi – ha aggiunto – facciamo parte dell’osservatorio sui reati discriminatori ma se il fenomeno è così diffuso è il momento che tutta la comunità si interroghi. Bisognerebbe apprendere l’educazione sentimentale sin da piccoli”.
Circa 3mila segnalazioni di donne in 2 giorni
Le segnalazioni alla polizia postale dopo la scoperta del gruppo Facebook sono state circa 3mila in soli 2 giorni. Diverse le donne che si sono riconosciute in alcune foto pubblicate sulla pagina.
Sono state riprese mentre dormivano in biancheria intima o mentre stavano schiacciando un pisolino sotto all’ombrellone. Le immagini più spinte sono quelle ‘rubate’ durante i rapporti intimi.
Gli investigatori ascolteranno le testimonianze delle vittime. Coloro che commentavano le loro immagini erano utenti registrati con profili anonimi. Anonimo anche l’amministratore del gruppo. Compito della polizia risalire alle identità dei soggetti coinvolti.
Lo sviluppo doloroso delle indagini
L’indagine sarà complessa, delicata e dolorosa sotto tutti i punti di vista. Per ogni fotografia si dovrà scoprire chi l’ha rubata e chi l’ha pubblicata.
Tante vittime scopriranno che a violare la loro privacy e intimità sono state persone a loro molto vicine. Si è già intuito chiaramente che dietro ad alcune pubblicazioni o dietro ad alcuni commenti orribili ci sono mariti, padri e persino nonni.
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