Cittaducale (RI), maxi furto di rame in azienda dismessa: banda di ladri colta sul fatto
Sei stranieri arrestati a Cittaducale per furto aggravato di rame: sequestrati 1.200 kg di cavi e strumenti da scasso, danni per decine di migliaia di euro.
È di sei arresti e 1.200 chilogrammi di rame sequestrati il bilancio di un’operazione condotta dai Carabinieri a Cittaducale, dove un gruppo di cittadini stranieri è stato fermato per furto aggravato in concorso. L’azione è stata eseguita nella notte tra il 9 e il 10 novembre, dopo una serie di colpi ai danni di un complesso industriale dismesso, con danni stimati in decine di migliaia di euro.
Operazione dei Carabinieri: la fonte della notizia
Stando alle informazioni pubblicate sul sito dei Carabinieri, il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cittaducale, con il supporto delle Stazioni di Borgorose e Cittaducale, ha portato a termine un’importante operazione contro il furto aggravato di rame. L’intervento è stato predisposto a seguito di una serie di episodi analoghi avvenuti nei giorni precedenti presso l’ex stabilimento “Solsonica”, situato in viale delle Scienze e un tempo dedicato alla produzione di pannelli solari.
L’attività di osservazione e il blitz notturno
L’operazione ha preso avvio nel pomeriggio del 9 novembre, quando i militari hanno dato il via a un servizio di osservazione mirato. Durante il controllo, sono stati notati due veicoli – di cui uno con targa rumena – da cui sono scesi diversi individui che, con fare sospetto, si sono introdotti all’interno del capannone industriale ormai in disuso.
Il furto e l’inseguimento
Dopo alcune ore trascorse all’interno della struttura, intorno alle 4.00 del 10 novembre, i veicoli si sono allontanati dal luogo del furto. I Carabinieri hanno seguito i mezzi fino alla galleria “Sant’Antonio a Monte”, lungo la S.S. 4 “Salaria”, dove è stato effettuato il blocco e il controllo dei sospetti.
Il sequestro del rame e degli strumenti da scasso
Durante la perquisizione dei veicoli, i militari hanno rinvenuto circa 1.200 chilogrammi di cavi di rame tranciato, oltre a numerosi strumenti da taglio e attrezzature utilizzate per l’asportazione del materiale. Tra questi, sono stati sequestrati un generatore di corrente, una saldatrice, due seghe elettriche e una cassetta di attrezzi. Tutto il materiale recuperato è stato posto sotto sequestro e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Le modalità del colpo e la stima dei danni
Gli accertamenti condotti sul posto hanno permesso di ricostruire le modalità di accesso al capannone: l’ingresso sarebbe avvenuto forzando una porta finestra. Il danno complessivo causato dal furto è stato stimato in diverse decine di migliaia di euro, a conferma della gravità dell’episodio e dell’entità della refurtiva sottratta.
Gli arresti e la situazione giudiziaria
I sei cittadini stranieri, tutti di età compresa tra 20 e 30 anni e senza fissa dimora in Italia, sono stati dichiarati in stato di arresto e, su disposizione del Magistrato di turno della Procura della Repubblica di Rieti, associati presso la locale Casa Circondariale, in attesa dell’udienza di convalida. Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e le eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.
Il contesto: furti di rame e sicurezza industriale
L’operazione dei Carabinieri si inserisce in un contesto più ampio di contrasto ai furti di rame, un fenomeno che negli ultimi anni ha colpito numerosi siti industriali dismessi e infrastrutture in tutta Italia. Il rame, infatti, è un materiale molto ricercato sul mercato nero per il suo valore e la facilità di riciclaggio, rendendo le strutture abbandonate un obiettivo privilegiato per i gruppi criminali.
IPA
Il presente articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.