Como, bar chiuso per compiacenza nello spaccio: sospesa la licenza dopo blitz e arresto, cosa è successo

Bar di Asso chiuso per 20 giorni dopo blitz antidroga: arrestato un tunisino per spaccio, sospesa la licenza per compiacenza del gestore.

Un bar di Asso è stato chiuso per spaccio di sostanze stupefacenti, dopo che un cittadino tunisino di 37 anni è stato arrestato in flagranza di reato durante un blitz della Polizia di Stato. Il provvedimento, firmato dal Questore di Como, è stato eseguito questa mattina, quando gli agenti hanno apposto i sigilli al locale, sospendendo la licenza per 20 giorni a causa della compiacenza del gestore e delle gravi inadempienze amministrative.

Le indagini e il blitz antidroga

Stando alle informazioni pubblicate sul sito della Polizia di Stato, la vicenda ha avuto inizio nei giorni scorsi, quando la Squadra Mobile di Como ha effettuato un blitz all’interno di un bar situato ad Asso, piccolo centro della provincia. Durante l’operazione, gli agenti hanno colto in flagranza un cittadino tunisino di 37 anni, sorpreso mentre era impegnato in attività di spaccio all’interno del locale pubblico. L’uomo è stato immediatamente arrestato e condotto in Questura, dove sono stati formalizzati gli atti relativi al suo fermo.

Il ruolo del gestore e le responsabilità amministrative

Le indagini non si sono limitate all’arresto del presunto spacciatore. Gli investigatori della Divisione di Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura di Como hanno approfondito la posizione del gestore del bar, una figura già nota alle forze dell’ordine per numerosi precedenti penali e di polizia. Secondo quanto accertato, il gestore avrebbe permesso con piena disponibilità e compiacenza che l’attività illecita del tunisino potesse svolgersi senza ostacoli all’interno del locale. Questa condotta ha aggravato la posizione amministrativa dell’esercizio, evidenziando gravi carenze nella gestione e nella vigilanza del bar.

La sospensione della licenza e l’intervento del Questore

Alla luce dei riscontri raccolti, la Divisione di Polizia Amministrativa e di Sicurezza ha redatto un dettagliato provvedimento amministrativo, sottoponendolo al Questore di Como, Marco Calì. Il Questore ha quindi firmato l’ordinanza che dispone la sospensione della licenza del bar per 20 giorni, ritenendo la misura necessaria per tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica. Il provvedimento è stato notificato questa mattina alla legale rappresentante del bar, una donna di 36 anni residente a Lecco, sorella dell’effettivo gestore. Gli agenti hanno proceduto a mettere i sigilli agli accessi del locale, rendendo effettiva la chiusura temporanea.

Le motivazioni alla base della chiusura

La decisione di sospendere la licenza si fonda su una serie di elementi oggettivi raccolti dagli investigatori. In particolare, è stata accertata la totale mancanza di controllo da parte del gestore, che non solo non ha impedito le attività di spaccio, ma avrebbe addirittura favorito l’operato del cittadino tunisino arrestato. La presenza di numerosi precedenti penali a carico del gestore ha ulteriormente aggravato la situazione, inducendo la Questura a intervenire con fermezza per prevenire ulteriori episodi di illegalità e garantire la sicurezza dei cittadini. Nel frattempo, le forze dell’ordine continueranno a monitorare la situazione, pronte a intervenire nuovamente in caso di ulteriori violazioni. L’obiettivo dichiarato è quello di prevenire il ripetersi di episodi di spaccio e di garantire un ambiente sicuro per tutti i cittadini di Como.

Polizia repertorio IPA

Il presente articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.