Consigliera FdI di Ancona "nega" femminicidi, per De Angelis "sono omicidi perché uomini e donne sono uguali"
La consigliera FdI De Angelis (Ancona) nega i femminicidi: "Sono omicidi, uomo e donna uguali". Scoppia la polemica, si indigna la Cgil
Bufera politica nel Consiglio comunale di Ancona dopo le dichiarazioni della consigliera di Fratelli d’Italia, Maria Grazia De Angelis. Durante la seduta, che ha visto la bocciatura di una mozione del Partito Democratico sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, l’esponente di FdI ha sollevato un’accesa polemica dichiarando di non riconoscere il termine “femminicidi” e preferendo la dicitura “omicidi“.
- Consigliera FdI di Ancona "nega" femminicidi
- L'indignazione della Cgil
- I casi di violenza nelle Marche
Consigliera FdI di Ancona “nega” femminicidi
Come riporta ANSA, la consigliera De Angelis ha motivato il voto contrario di FdI sostenendo che l’introduzione dell’educazione sessuale come materia di studio in altri Paesi europei non ha portato a una diminuzione dei tassi di quelli che lei definisce “omicidi femminili”.
Ha citato l’esempio della Francia, dove l’obbligatorietà non avrebbe ridotto il fenomeno, anzi, avrebbe registrato un incremento.
ANSA
Un cartellone apparso in un corteo femminista
“L’asse portante deve restare la famiglia che educa e deve vigilare sui programmi scolastici; troppo spesso nelle nostre scuole ci sono abusi ideologici di tipo gender,” ha sostenuto l’esponente di FdI, ribadendo la linea del partito sulla centralità della famiglia nell’educazione affettiva.
L’indignazione della Cgil
Le parole della consigliera sono state duramente contestate dai sindacati e dall’opposizione.
La Cgil Marche e la Cgil Ancona hanno espresso la loro “indignazione”, specialmente a pochi giorni dall’approvazione del disegno di legge governativo contro la violenza sulle donne.
“La consigliera dovrebbe sapere che il femminicidio non si riferisce esclusivamente al sesso della vittima ma alla causa per cui è stata uccisa,” hanno dichiarato le sindacaliste.
“Il termine femminicidio esprime compiutamente la violenza e la sopraffazione subita dalle donne e la volontà di denunciare e combattere il fenomeno, anche da parte delle Istituzioni.”
Anche la deputata dem Irene Manzi è intervenuta nel dibattito, rigettando la tesi semantica: “Non è una questione semantica: è il nome di una tragedia che nasce da una cultura patriarcale e da rapporti di potere distorti”.
I casi di violenza nelle Marche
Il sindacato ha sottolineato come la regione Marche sia tristemente collocata al quinto posto in Italia per violenza in contesti non lavorativi.
Per la Cgil, l’atteggiamento di minimizzazione da parte della consigliera dimostra la necessità di un cambio di paradigma culturale.
“È necessario cambiare la cultura patriarcale che fa sì che molti uomini considerino le donne una proprietà di cui disporre,” concludono le sindacaliste, ribadendo la necessità di un approccio integrato che parta dall’educazione al rispetto nelle scuole e arrivi a finanziamenti adeguati per i centri antiviolenza.
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