Controllo sulla sicurezza dalla caldaia non più obbligatorio, il governo vuole cambiare le regole: i rischi

Caldaie, il nuovo DPR del Ministero dell'Ambiente riduce i controlli di sicurezza su 20 milioni di impianti. Rischio inquinamento e incidenti

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La novità è di quelle che toccano direttamente la quotidianità e le tasche di milioni di italiani: un nuovo schema di DPR del Ministero dell’Ambiente si prepara a rivoluzionare i controlli degli impianti termici, introducendo una “semplificazione” che, secondo l’Unione Artigiani, mette a rischio la sicurezza domestica. Il cambiamento principale, contenuto nell’articolo 8, comma 3, del decreto, è clamoroso: stop alle ispezioni fisiche per tutte le caldaie domestiche sotto i 70 kilowatt.

Controllo sulla sicurezza della caldaia: cosa cambia

Come riporta il Corriere della Sera, la nuova norma prevede l’eliminazione dei controlli fisici e diretti per tutti gli impianti con potenza inferiore ai 70 kilowatt.

Questa soglia include virtualmente tutte le caldaie domestiche a gas in Italia, stimate in circa 20 milioni di unità, di cui ben sette milioni sono considerate obsolete, avendo più di quindici anni di età.

Per queste milioni di utenze, le ispezioni non saranno più effettuate da tecnici in loco, ma verranno ridotte a semplici verifiche documentali, gestite a distanza dagli enti delegati.

Cosa potranno fare le Regioni

Oltre all’eliminazione delle ispezioni in situ, il nuovo schema di DPR fissa come standard nazionale un solo controllo di efficienza energetica ogni quattro anni.

Le Regioni avranno la possibilità di prevedere una frequenza maggiore, ma solo motivandola in modo “robusto”.

Ciò rischia di scoraggiare le amministrazioni virtuose, come la Lombardia, che oggi ispeziona il 5% degli impianti annualmente, garantendo maggiore efficienza e riduzione delle emissioni.

I rischi e i 128 morti in 5 anni

Il tema smette di essere solo burocratico e diventa un dramma concreto se si considerano i dati sugli incidenti.

Come riporta il Corriere della Sera, il Comitato Italiano Gas (CIG) ha registrato, tra il 2019 e il 2023, 1.119 incidenti legati al gas canalizzato per usi civili, con un bilancio tragico di 128 decessi e 1.784 infortunati.

L’Unione Artigiani lancia un appello urgente al Governo per riconsiderare il testo prima della promulgazione, onde evitare che una misura di presunta semplificazione si traduca in un aumento dei costi sociali e sanitari per l’intera collettività.

L’altra criticità: aumento dell’inquinamento

Il rischio inquinamento è altissimo, soprattutto in aree sensibili come la Pianura Padana.

Meno controlli su caldaie obsolete significano maggiori emissioni in atmosfera e sprechi di gas, in netta contraddizione con gli obiettivi di transizione energetica.

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