Cori fascisti nella sede FdI a Parma, Vannacci contro Crosetto: "Di cattivo gusto, ma in un luogo privato"
Per Crosetto chi ha intonato cori fascisti nella sede di FdI a Parma va cacciato. La linea di Vannacci, invece, è molto più morbida
I cori fascisti intonati da alcuni ragazzi di Gioventù Nazionale nella sede di FdI a Parma dividono il centro-destra: il leghista Roberto Vannacci sminuisce parlando di una “cosa di cattivo gusto” ma pur sempre messa in atto in un “luogo privato”. Il ministro della Difesa Guido Crosetto era stato durissimo, auspicando che le persone responsabili venissero “prese a calci e mandate via”.
- Vannacci sul fascismo
- Cori fascisti, Vannacci non la pensa come Crosetto
- Vannacci "assolve" i giovani che hanno intonato cori fascisti
Vannacci sul fascismo
Vannacci ha espresso il suo parere durante un’intervista con con Paolo Del Debbio a Dritto e Rovescio. Del Debbio, va ricordato, è da sempre nettissimo nel condannare i rigurgiti autoritari, anche per via della sua storia familiare: suo padre venne internato nel campo di concentramento di Luckenwalde, in Germania.
“Se le danno del nostalgico, lei si offende”, ha domandato Del Debbio a Vannacci. La risposta secca dell’europarlamentare leghista: “No, nella maniera più assoluta”.
Cori fascisti, Vannacci non la pensa come Crosetto
“Lei li prenderebbe a calci nel sedere come ha detto Crosetto, i militanti di Gioventù Nazionale che a Parma hanno inneggiato al fascismo?”, ha domandato ancora Del Debbio.
Qui è partito il ragionamento di Vannacci: “Contrariamente alla cancel culture che vorrebbe cancellare la storia occidentale, io sono orgoglioso della nostra storia, sono orgoglioso della nostra civiltà, sono orgoglioso delle nostre tradizioni e delle nostre radici. La storia ormai è stata scritta, non possiamo cancellarla, non possiamo eliderla”.
“Sì, però [il ventennio fascista] è stato un periodaccio!”, ha commentato Del Debbio.
“È stato un periodaccio, non c’è dubbio, ma questo è stato il nostro periodo e nessuno dice di non valutarlo questo periodo, ma non possiamo eluderlo, non possiamo cancellarlo”.
“L’inneggiamento al fascismo è un reato e c’è nella Costituzione… con la legge Mancino è reato anche l’apologia di fascismo”, ha obiettato Del Debbio.
La risposta di Vannacci: “È reato la ricostituzione del partito fascista. E c’è una sentenza della Cassazione del 2024 che chiarisce che il braccio teso e i riferimenti al periodo fascista, quando non sono riconducibili alla volontà di ricostituire il partito fascista e quando non sono un pericolo per l’ordine pubblico, non costituiscono reato”.
Vannacci “assolve” i giovani che hanno intonato cori fascisti
“Questi signori – ha commentato Vannacci – sicuramente non hanno fatto una cosa bellissima, sicuramente è stata una cosa di cattivo gusto, ma la facevano in un luogo privato, canticchiavano una canzone in un luogo privato. Quindi tutto questo sconvolgimento io non lo vedo. Vedo invece una certa fazione politica che non aspetta altro di cercare di gridare alla deriva autoritaria“.
Secondo Vannacci, le sinistre in Italia puntano a strumentalizzare l’allarme-fascismo “per cercare di tacciare una determinata compagine politica di nostalgia o di chissà quale altra caratteristica autoritaria di questo governo”.
Vannacci, dunque, non si allinea al ministro Crosetto che invoca durezza e, invece, si uniforma al pensiero del presidente del Senato Ignazio La Russa, secondo il quale i cori fascisti “sono solo episodi di folklore neofascista sbagliati e utili solo ai nostri avversari”.
ANSA