Cos'è il batterio intestinale Turicibacter nemico dei grassi, riduce l'aumento di peso e i disturbi cardiaci

Scoperto il batterio intestinale Turicibacter che impatta sull’assorbimento dei grassi e metabolismo, riducendo l'aumento di peso e rischi cardiaci

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Un batterio intestinale potrebbe aiutare a contrastare aumento di peso, disturbi metabolici e problemi cardiaci legati ad alimentazioni ricche di grassi. Si chiama Turicibacter ed è stato individuato da uno studio dell’Università dello Utah, pubblicato su Cell Metabolism. Nei test sui topi, il batterio ha modificato l’assorbimento dei grassi, migliorando i parametri metabolici. I risultati aprono la strada a possibili integratori contro l’obesità, ma servono ulteriori conferme sull’uomo.

Cos’è il batterio Turicibacter

Turicibacter è una specie batterica che fa parte del microbiota intestinale e rientra in una più ampia comunità di microrganismi considerati protettivi per il metabolismo.

Secondo i ricercatori, questo batterio svolge un ruolo chiave nella regolazione dei grassi assorbiti dall’intestino, tanto da produrre effetti significativi anche quando la dieta è ricca di lipidi.

Alimentazione equilibrata123RF

La sua azione, però, non è isolata: fa parte di un ecosistema composto da almeno 80 specie batteriche coinvolte nella salute metabolica.

Perché è considerato “nemico dei grassi”

Lo studio ha mostrato che Turicibacter produce acidi grassi specifici in grado di tenere sotto controllo molecole lipidiche più dannose, associate a diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.

Nei topi, la presenza del batterio ha portato a un minore aumento di peso, livelli più bassi di glucosio a digiuno e una riduzione del grasso corporeo.

Tuttavia, un’alimentazione fortemente sbilanciata tende a sopprimere la crescita del batterio, riducendone i benefici.

I limiti della ricerca

Proprio perché una dieta ricca di grassi riduce i livelli di Turicibacter, i ricercatori hanno sperimentato una supplementazione orale.

Nei test sugli animali, un integratore somministrato per cinque giorni a settimana ha migliorato diversi parametri metabolici, anche in presenza di diete ipercaloriche.

I risultati sono promettenti, ma gli stessi autori sottolineano che saranno necessari studi clinici sull’uomo prima di ipotizzare un utilizzo terapeutico o preventivo.

Biochemistry students using large microscope and computer at the university 123RF