Cos'è il bonus Giorgetti in busta paga da settembre e di quanto aumenta lo stipendio degli italiani percettori

Il bonus Giorgetti porta più soldi in busta paga a chi rinuncia alla pensione anticipata. Ecco come funziona, a chi spetta e quanto vale

Il bonus Giorgetti debutta da settembre 2025. È un incentivo in busta paga per chi ha i requisiti per la pensione anticipata ma decide di restare al lavoro. Previsto dalla Legge di Bilancio e chiarito dall’Inps, aumenta lo stipendio netto di dipendenti pubblici e privati, ma con effetti futuri sulla pensione.

Cos’è il bonus Giorgetti e a chi spetta

Il bonus Giorgetti è la misura prevista dalla legge di Bilancio 2025 e resa operativa dall’Inps con la circolare n. 102/2025. È destinato ai lavoratori dipendenti, sia pubblici sia privati, che maturano i requisiti per la pensione anticipata ma scelgono di rimanere al lavoro.

In pratica, chi rinuncia a uscire subito dal mondo del lavoro riceverà in busta paga una quota aggiuntiva pari ai contributi previdenziali normalmente a suo carico: un aumento netto ed esente da Irpef.

Lavorare in pizzeriaANSA
Il bonus spetta a chi rinuncia all’uscita anticipata da lavoro

Ne hanno diritto gli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria e ai fondi sostitutivi o esclusivi, quindi la maggior parte dei dipendenti e anche artigiani, commercianti e parasubordinati. Restano esclusi coloro che hanno già maturato la pensione di vecchiaia o percepiscono un trattamento pensionistico, fatta eccezione per chi riceve assegni di invalidità.

Quando arriva e quanto dura

Il bonus scatterà da settembre 2025 per i lavoratori del settore privato e da novembre 2025 per i dipendenti pubblici. La decorrenza effettiva dipende però dal momento in cui si raggiungono i requisiti per la pensione anticipata e da quando si presenta la domanda.

L’incentivo dura fino all’accesso alla pensione di vecchiaia o fino alla presentazione della domanda di pensione anticipata. Può essere attivato una sola volta nella carriera e, in caso di ripensamento, è revocabile. In quel caso si interrompe e il lavoratore può accedere subito al trattamento previdenziale.

A quanto ammonta

Il beneficio corrisponde al 9,19% della retribuzione lorda nel privato e all’8,89% nel pubblico, più l’eventuale 1% di contributo aggiuntivo, tutto esentasse. Per fare un esempio, con uno stipendio lordo annuo di 40mila euro l’aumento netto supera i 575 euro al mese, quasi 3.300 euro l’anno.

Secondo le simulazioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio, l’incremento può arrivare fino a 6.900 euro annui. Il vantaggio economico è immediato, ma riduce leggermente il montante contributivo e quindi l’assegno pensionistico futuro.

Per questo il bonus conviene soprattutto a chi intende rimanere pochi mesi in più al lavoro: in quel periodo il guadagno netto in busta paga compensa il sacrificio di qualche euro sulla pensione.

bonus-giorgetti ANSA