Cos'è la droga Cobret che da Scampia ora spaventa Roma, gli effetti e perché è pericolosa e "subdola"
Cobret, scarto dell’eroina a basso costo, mette in pericolo giovani e fragili. Sintomi, origini della sostanza e diffusione a Roma
È tornata sulla bocca di tutti la Cobret, una droga scarto dell’eroina che, per via del suo basso costo, è sempre più diffusa. In 24 ore sono state segnalate sei persone che hanno fatto uso della sostanza, mettendo in pericolo la sicurezza in strada mentre camminavano come “zombie”.
Cos’è la Cobret
La Cobret è uno scarto dell’eroina, un prodotto intermedio della lavorazione che viene tagliato con sostanze spesso tossiche o, nel migliore dei casi, con caffeina.
Il nome particolare deriva, secondo una tradizione orale di chi la consuma, dal fumo che emetterebbe la sostanza una volta bruciata. Infatti, questa si posiziona su un foglio argentato e si brucia per inalarne il fumo, che compie spire come quelle di un serpente.
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Ma la Cobret si può anche fumare, mescolandola a un’altra sostanza all’interno di una sigaretta. Spesso viene assunta per attenuare gli effetti di droghe eccitanti come la cocaina.
Da dove ha origine?
C’è chi dice che la Cobret abbia origine a Scampia, prodotta e rivenduta nelle piazze di spaccio dell’area napoletana, ma la sua storia sembra essere più complessa.
In alcuni documenti risalenti al 2001, associazioni di quartiere dell’area napoletana raccontavano proprio dell’origine di questa droga e ne parlavano come di un “prodotto tipico della zona”. Più tardi, dopo una serie di interventi da parte della polizia e indagini sull’origine stessa della sostanza, si è iniziato a parlare di droga proveniente dal mare.
La cosiddetta “roba dei poveri”, infatti, veniva anche chiamata “la roba del mare”. Questo identificava la provenienza, non locale, della sostanza. In un altro documento della Polizia di Stato si legge che la sostanza viene importata in Italia attraverso rotte di extracomunitari asiatici, per poi essere commercializzata nelle piazze dai clan camorristici.
Cobret a Roma
Non è quindi una droga nuova, qualcosa che nel nostro Paese non si era mai visto, ma è un ritorno di fiamma sul territorio. Nelle strutture per il trattamento delle tossicodipendenze la maggior parte delle persone entra con dipendenze da oppiacei, tra cui anche la Cobret, o con dipendenza da cocaina. In fase di intervista con il paziente, in molti casi è emerso l’utilizzo di Cobret come calmante degli effetti della cocaina.
Si tratta quindi di un “ritorno di fiamma”, che vede nella zona di Roma una nuova piazza di spaccio, probabilmente nei campi vicino al Grande Raccordo Anulare, dove è stato segnalato il primo quarantenne in stato alterato.
Da quando l’uomo è stato portato in ospedale, in 24 ore sono state segnalate altre cinque persone. Gli agenti si stanno concentrando proprio sull’individuazione della piazza di spaccio.
Sintomi: perché è subdola
La Cobret spaventa e lo fa per due motivi principali. Il primo è che si tratta di una droga molto economica, più economica dell’eroina e quindi facilmente accessibile da soggetti fragili: viene consumata da disoccupati, persone con reddito basso e giovanissimi.
L’altro problema è che è uno scarto dell’eroina, con tutti gli effetti dell’assunzione di una dose di questa. Lo si è visto dal caso dei 6 individui barcollanti sul Gra: gli effetti collaterali sono gli stessi e la percentuale di rischio di overdose è uguale, se non peggiore.
Bastano poche dosi per creare dipendenza, gli spacciatori spesso la tagliano con sostanze rischiose che possono generare crisi respiratorie e danni cardiovascolari e si trova a prezzi fin troppo accessibili. Per questo, a oggi, è considerata dal Sert “una delle droghe più subdole in circolazione”.
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