Crollo ristorante a Terracina, il racconto dello chef Simone Nardoni: "Mia moglie aveva sentito strani rumori"
Crollo del soffitto nel ristorante di Terracina, il tragico racconto dello chef Simone Nardoni: "Scavavo tra le macerie urlando Mara"
Lo chef Simone Nardoni è disperato e straziato dopo che a Terracina è crollato il soffitto del suo ristorante stellato Essenza. Nell’incidente è morta Mara Severin, sua cugina nonché sommelier del locale. La notte del disastro Nardoni ha cominciato a scavare a mani nude, tra le macerie. Continuava a urlare “Mara”, nella speranza di trovarla sana e salva. Purtroppo la 31enne non ce l’ha fatta.
- Crollo nel ristorante di Terracina, il tragico racconto dello chef Simone Nardoni
- Il ritrovamento della sommelier
- L'inchiesta per fare luce sul crollo
Crollo nel ristorante di Terracina, il tragico racconto dello chef Simone Nardoni
Il crollo si è verificato intorno alle 22:30 della serata di lunedì 7 luglio. All’interno del ristorante c’erano diversi clienti. Nardoni, intervistato dal quotidiano La Repubblica, ha cercato di ricostruire mentalmente i tragici attimi vissuti subito dopo la tragedia.
“Scavavo, scavavo a mani nude in ginocchio sulle macerie, in una nuvola di polvere, al buio, la chiamavo: “Mara, Mara, ma lei non rispondeva”, narra lo chef, aggiungendo che per lui è difficile ricordare nitidamente. Anche perché tutto è accaduto in un battito d’ali, in modo totalmente inaspettato.
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Il cuoco racconta che poco prima del crollo era appena uscito dalla cucina e si trovava nel dehors impegnato a parlare con alcuni clienti. A quel punto è stato chiamato dalla consorte.
Così Nardoni: “È arrivata a chiamarmi mia moglie che lavora con me. “Vieni un attimo dentro – mi ha detto – ci sono degli strani rumori..”. Non ha neanche finito di parlare che improvvisamente si sono spente tutte le luci e si è sentito un boato provenire dall’interno. Non si vedeva più nulla, d’istinto mi sono buttato dentro questa enorme nuvola di fumo e polvere senza capire neanche cosa fosse successo”.
Momenti di panico totale: “Non avevo idea di chi e quante persone potessero essere rimaste coinvolte. Mia moglie era in salvo, ma i clienti, i miei collaboratori. C’era gente che fuggiva, gente che gridava, chi chiedeva aiuto”.
Lo chef stellato spiega che d’estate il locale ha dei tavoli esterni e chi era seduto fuori è rimasto illeso. In cucina si trovavano invece 5 dipendenti, quattro erano in sala. Poi c’erano una ventina di clienti nei tavoli situati nella sala interna, molti dei quali stranieri.
Quattro li ha salvati Nardoni, scavando tra le macerie con le sue mani, aiutato dai suoi collaboratori e dalla gente di Terracina accorsa sul posto, oltre ovviamente ai soccorsi giunti sul luogo della tragedia tempestivamente.
Il ritrovamento della sommelier
“Stavo in ginocchio a scavare con le mani – aggiunge il cuoco -, volevano portarmi via perché non era sicuro, ma Mara non rispondeva e non mi sarei mai messo in salvo senza di lei. Sono stati 15-20 minuti interminabili, poi l’hanno trovata e mi si è riaccesa la speranza. Era viva quando l’hanno tirata fuori”.
La sommelier è stata estratta viva dalle macerie. Immediatamente i soccorsi hanno provato a rianimarla, poi l’hanno portata via in ambulanza. Al pronto soccorso i medici hanno provato in tutti i modi a salvarla. “Quando non c’è stato più niente da fare, piangevano tutti disperati. Mara era una persona straordinaria e non solo per me”, ricorda Nardoni.
Nardoni e Severin erano in totale sintonia. Lavoravano assieme da 10 anni: “Mara era il mio alter ego al ristorante, io in cucina, lei in sala. La cantina era il suo regno. Era diventata una straordinaria sommelier quasi per caso. Lei era anche mia cugina“.
Lo chef sottolinea che la cugina era una persona estremamente generosa. E tale suo lato è emerso anche nel corso della tragedia in quanto “prima di mettersi in salvo lei ha pensato a fare uscire i clienti che stavano dentro”.
“Non riesco davvero a capire. Noi siamo solo affittuari del locale e non abbiamo mai fatto altro che ordinaria manutenzione. Nulla che potesse provocare questo disastro. Delle strutture del ristorante risponderà la proprietà. Ma adesso è l’ultimo dei miei pensieri. Adesso ho bisogno di fermarmi per un po’, poi ripartiremo nel nome di Mara”, conclude Nardoni.
L’inchiesta per fare luce sul crollo
La procura di Latina ha aperto un’inchiesta dopo lo schianto del soffitto del ristorante. Si punta a fare luce sui lavori di ristrutturazione a cui il locale era stato sottoposto sei mesi fa. A gennaio 2025, aveva subito interventi di manutenzione dentro e fuori.
“Era un locale tenuto molto bene, ristrutturato ogni anno – ha dichiarato il sindaco, Francesco Giannetti -. Adesso io non so bene quale sia il motivo di questo crollo: certo, sono palazzi vecchi, degli anni ’30/’40”.
ANSA/Instagram di Simone Nardoni