Cucina italiana patrimonio Unesco, il video entusiasta di Giorgia Meloni: "Siamo i primi al mondo"

La cucina italiana è patrimonio Unesco: il governo esulta e punta sull’impatto economico di un riconoscimento che rafforza identità e filiere

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La cucina italiana entra nella lista del patrimonio Unesco come sistema di pratiche, saperi e convivialità. Il governo esulta e Giorgia Meloni parla di primato mondiale e volano per l’agroalimentare. Coldiretti stima un mercato da 251 miliardi di euro e vede nel riconoscimento uno strumento per rafforzare filiere, export e tutela del made in Italy.

Cucina italiana entra nella lista del patrimonio Unesco

La cucina italiana è stata ufficialmente iscritta nella lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’Unesco. Il via libera è arrivato dal comitato riunito a Nuova Delhi, composto da delegati di 185 Stati, con 24 membri chiamati a votare sulle nuove candidature.

La candidatura è stata avviata formalmente nel 2023, quando il governo ha annunciato, tramite il Ministero della Cultura, la presentazione di un dossier intitolato “La cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale”, dedicato non a un singolo piatto ma all’intera “cucina italiana”.

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Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha parlato della cucina italiana entrata nella lista del patrimonio Unesco

Nel 2023 è stato presentato il logo ufficiale: una mano di cuoco che regge una padella con prodotti, vini e simboli del Paese. Nel 2024 la candidatura è stata promossa in numerose iniziative internazionali, tra cui la Settimana della cucina italiana nel mondo. Il primo via libera tecnico è arrivato nel novembre 2025, che ha aperto la strada alla decisione odierna del comitato Unesco.

Il video di Giorgia Meloni: “Siamo i primi al mondo”

Per commentare il riconoscimento, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha diffuso un video sui social. Nel messaggio, la premier parla di “notizia che ci riempie d’orgoglio” e sottolinea che la cucina italiana è stata riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’Unesco, ricordando che “siamo i primi al mondo a ottenere questo riconoscimento”.

Meloni descrive la cucina come intreccio di cultura, tradizione e lavoro, radicato nelle filiere agricole che coniugano qualità e sostenibilità. Ricorda che il settore agroalimentare esporta circa 70 miliardi di euro e che l’Italia, a suo dire, è la prima economia europea per valore aggiunto in agricoltura, definendo il riconoscimento uno “strumento formidabile” per valorizzare i prodotti italiani e proteggerli da imitazioni e concorrenza sleale.

La premier ringrazia in particolare i ministri Giuli e Lollobrigida per il lavoro sul dossier, estendendo il ringraziamento a quanti rappresentano e promuovono la cultura gastronomica italiana nel mondo. Secondo il Sole24Ore, che cita un vecchio intervento televisivo della Meloni, la cucina italiana varrebbe circa 250 miliardi di euro nel mondo.

L’impatto economico

Sul riconoscimento è intervenuto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha parlato di una “festa che appartiene a tutti” perché legata alle radici e alla creatività del Paese. Secondo il ministro, la cucina italiana è “il racconto di tutti noi”, dalle famiglie che tramandano sapori antichi agli agricoltori, ai produttori e ai ristoratori che portano questi prodotti nel mondo.

Per sostenere la candidatura e valorizzarne gli effetti, Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica, insieme al Ministero degli Esteri, hanno promosso la nascita dell’Accademia della cultura enogastronomica italiana, con l’obiettivo di formare cuochi, operatori e professionisti del settore e coinvolgere le reti di promozione agroalimentare nel mondo.

Il video pubblicato da Coldiretti

Secondo Coldiretti, il riconoscimento Unesco rafforza un sistema economico che si fonda su materie prime agricole, produzioni locali e lavorazioni tradizionali, che continua però a essere esposto a dinamiche di mercato e costi variabili lungo le filiere, come successo riguardo il settore lattiero-caseario e gli adeguamenti dei prezzi per i consumatori, che verranno aumentati da gennaio.

Il riconoscimento potrebbe ora accelerare investimenti e politiche di tutela che riguardano l’intera filiera agroalimentare, contribuendo a rafforzare un sistema culturale ed economico già centrale per l’identità del Paese.