Delitto di Garlasco, il confronto in tv tra gli avvocati di Sempio, Stasi e la famiglia di Chiara Poggi
Il confronto in tv sul delitto di Garlasco tra i legali di Stasi, Sempio e della famiglia Poggi. Cosa si sono detti
Una lotta congiunta contro le fake news sul delitto di Garlasco ha animato il confronto tv tra i legali Massimo Lovati, avvocato di Andrea Sempio, Giada Bocellari, avvocato di Alberto Stasi, e Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia di Chiara Poggi. Dal fronte comune in una fase così delicata per le indagini sull’omicidio di Chiara, si è poi passati anche allo scontro sull’impronta 33.
- Garlasco, il grande assente per il legale della famiglia Poggi
- Delitto di Garlasco, lo scontro tra gli avvocati sulle fake news
- L'impronta 33 al centro del dibattito
Garlasco, il grande assente per il legale della famiglia Poggi
A Quarto Grado l’attacco congiunto contro le fake news sull’omicidio di Chiara Poggi è particolarmente accorato da parte di Giada Bocellari, avvocato di Alberto Stasi. Il legale ha sollecitato il confronto perché la situazione è degenerata. Ogni giorno si scontrano con notizie che diffamano e danneggiano le indagini. L’appello contro le fake news sul delitto di Garlasco viaggia due binari principali, rispettare i soggetti coinvolti e preservare il lavoro degli inquirenti.
Luigi Tizzoni, avvocato che assiste la famiglia Poggi, parla di un grande assente al confronto TV sul delitto di Garlasco, la Procura della Repubblica. Per il legale non bisogna dimenticare che sono stati emessi due comunicati di cui uno sull’impronta 33.

C’è un altro aspetto importante per l’avvocato, è un’ inchiesta quella sul delitto di Garlasco che prosegue sottotraccia da più di un anno e mezzo, oltre ad essere un caso raro che la Procura iscriva un nuovo soggetto tra gli indagati dopo una condanna a sentenza definitiva. “Mi sarei aspettato un’inchiesta in stato più avanzato, e nei limiti del segreto investigativo, dei segnali molto più chiari che non vedo da marzo” sottolinea Tizzoni.
Il legale ha anche aggiunto che non vuole giustificare le fake news ma questo aspetto molto probabilmente ha comportato fantasie, illazioni e suggestioni perché presume che la gente non capisca dove sta andando questa inchiesta.
Delitto di Garlasco, lo scontro tra gli avvocati sulle fake news
Gianluigi Nuzzi, a questo punto entra nel vivo del confronto tra gli avvocati di Stasi, Sempio e della famiglia Poggi stilando una lista di notizie false circolate dopo la riapertura del caso dell’omicidio di Chiara.
Ce ne sono diverse e vengono elencate dal conduttore: l’assenza di Marco, fratello della vittima, in montagna il 13 agosto 2007, i fotomontaggi degli scatti di Marco Poggi in montagna, l’impronta 33 insanguinata, il fratello che avrebbe visionato i video intimi della sorella Chiara, il risarcimento danni ai Poggi come ostacolo alla riapertura del caso da parte della famiglia della vittima e infine il messaggio delle gemelle Cappa “abbiamo incastrato Stasi”.
Su quali sono le reali fake news che stanno girando sul delitto di Garlasco hanno in parte diviso gli avvocati di Andrea Sempio, Alberto Stasi e della famiglia Poggi. È Massimo Lovati che sottolinea che bisogna distinguere le reali notizie false che possono danneggiare l’inchiesta.
Ribadendo per lui l’innocenza di Stasi, afferma che per lui l’unica fake news sull’omicidio di Chiara Poggi è l’impronta 33 che definisce terrorismo puro.
Al contrario, gli articoli su se Marco Poggi sia in vacanza o meno o la ricerca dell’arma del delitto dopo 18 anni dalla morte di Chiara sono irrilevanti, “da fumo negli occhi”.
L’impronta 33 al centro del dibattito
A questo punto del confronto tv, i pareri diventano discordanti. Giada Bocellari, avvocato di Alberto Stasi, dichiara che forse non è stato capito il senso del confronto televisivo congiunto che non deve trasformarsi né in un attacco alla Procura della Repubblica né entrare nel merito delle indagini, rimanendo solo sull’ambito delle fake news su Garlasco.
“Ci sono accertamenti definitivi sull’impronta 33?” tuona il legale ribadendo l’importante che potrebbe avere questa traccia nella risoluzione del delitto di Garlasco.
Mediaset