Delitto di Garlasco, legale Poggi smentisce sul Dna sconosciuto sulla bocca di Chiara: "Ipotesi infondata"

L'avvocato Gianluigi Tizzoni, difensore dei Poggi, smentisce la presenza di un Dna sconosciuto nella bocca di Chiara: cosa sappiamo

Aggiornato:

L’avvocato Gianluigi Tizzoni, difensore della famiglia Poggi, smentisce l’isolamento di un Dna sconosciuto sul tampone salivare di Chiara. Secondo le ultime novità, infatti, nella bocca della vittima sarebbe stato trovato un profilo genetico non attribuibile ad Alberto Stasi né ad Andrea Sempio. “Ipotesi infondate”, sostiene Tizzoni.

La replica di Tizzoni sul Dna sconosciuto

Dopo le prime notizie sulla possibile presenza di un Dna maschile sconosciuto nella bocca di Chiara Poggi Gianluigi Tizzoni, l’avvocato della famiglia della vittima, è intervenuto per smentire quanto riferito dalla stampa.

“Non ci sono Dna di soggetti sconosciuti sulla scena del crimine e ovviamente tanto meno sul corpo di Chiara”, riferisce l’avvocato all’Ansa.

tizzoni dna garlasco poggiANSA
L’avvocato Gianluigi Tizzoni (il primo da destra) con Giuseppe e Marco Poggi. Secondo il legale nella bocca di Chiara non sarebbe presente alcun Dna maschile sconosciuto

Secondo l’avvocato dei Poggi si tratterebbe di “un dato che per quanto possiamo sapere è totalmente destituito da qualsiasi fondamento” e sottolinea l'”assenza di riscontri oggettivi“.

Ancora, Tizzoni ricorda che esiste una “verità processuale accertata e che ha individuato Stasi quale responsabile” del delitto di Garlasco.

Il presunto profilo genetico

Solamente poche ore prima, nel pomeriggio di venerdì 11 luglio, alcuni quotidiani online hanno dato la notizia dell’isolamento, da parte della genetista Denise Albani nominata dal gip Daniela Garlaschelli, di un profilo genetico maschile dal tampone salivare che fu eseguito nella bocca di Chiara Poggi durante l’autopsia.

Secondo le indiscrezioni il Dna isolato non apparterrebbe ad Alberto Stasi né ad Andrea Sempio e si tratterebbe, quindi, del profilo di una persona ancora ignota.

Il delitto di Garlasco

Con la nuova inchiesta, aperta a seguito dei risultati di una perizia presentata dalla difesa di Stasi e che dimostrerebbe che sotto le unghie di Chiara Poggi sarebbe presente il Dna di Andrea Sempio, gli inquirenti cercano di riavvolgere il nastro a quel 13 agosto 2007.

Quel giorno Chiara Poggi, impiegata di 26 anni, si trovava sola in casa. I genitori Giuseppe Poggi e Rita Preda, insieme al fratello Marco Poggi, si trovava in vacanza in Trentino. La ragazza fu uccisa con violenti colpi inferti al volto e al cranio e il suo corpo fu rinvenuto in fondo alle scale che dal piano terra conducevano alla cantina del villino di via Pascoli 8.

Per il suo omicidio nel 2015 è stato condannato il fidanzato Alberto Stasi che si è sempre detto innocente. Era stato lui, nel primo pomeriggio del 13 agosto, a telefonare al 118 per chiedere un’ambulanza.

garlasco-tizzoni-dna-poggi ANSA