Delitto di Garlasco, Luciano Garofano chiarisce sui gioielli di Chiara: perché la cavigliera era importante

Perché gli accessori che indossava Chiara Poggi sono così importanti? Il delitto di Garlasco potrebbe essere riscritto? Parla Luciano Garofano

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Il nuovo focus della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco riguarda i gioielli – o meglio, gli accessori – che Chiara Poggi indossava nel giorno dell’omicidio. A riavvolgere il nastro è l’ex comandante dei Ris Luciano Garofano, intervenuto in collegamento con il programma Ignoto X per correggere il tiro di alcune informazioni uscite negli ultimi giorni. Garofano spiega che la sua squadra refertò tutti gli oggetti presenti, compresi quelli rinvenuti addosso alla vittima. Gli esperti si concentrarono principalmente sulla cavigliera che poteva rivelare il Dna dell’assassino.

Luciano Garofano sugli accessori indossati da Chiara

Il 13 agosto 2007, quando fu uccisa, Chiara Poggi indossava quattro braccialetti, un paio di orecchini, un ciondolo e una cavigliera. Uno degli orecchini fu rinvenuto lontano dal corpo, perduto sicuramente durante l’aggressione.

Alcuni accessori si presentavano macchiati di sangue. In collegamento con lo studio di Ignoto X Luciano Garofano, comandante dei Ris all’epoca dei fatti, ha fatto chiarezza a seguito delle notizie sugli accessori uscite negli ultimi giorni.

Delitto di Garlasco, Luciano Garofano chiarisce sui gioielli di Chiara: perché la cavigliera era importanteANSA
Sugli accessori indossati da Chiara Poggi c’era il Dna dell’assassino? Luciano Garofano fa chiarezza su dettagli riemersi sul delitto di Garlasco

In primo luogo Garofano precisa che i Ris refertarono tutto ciò che trovarono sulla scena del delitto, compresi gli accessori che la vittima indossava. L’importanza degli accessori, oltre al fatto che la loro repertazione faceva parte del protocollo, era dovuta alle tracce di sangue che li distingueva.

“Era certamente il sangue della vittima”, dice Garofano, ma soprattutto uno degli accessori poteva offrire più risposte sull’omicidio.

La cavigliera

A destare maggior interesse negli investigatori e negli uomini del Ris era stata la cavigliera trovata addosso alla vittima.

“Questi reperti furono raccolti dalla compagnia di Vigevano e ci furono consegnati per le analisi”, spiega Garofano. Gli accessori “venivano dall’autopsia, quindi non furono rinvenuti sulla scena del crimine”, dice. Perché tanto interesse per la cavigliera? “In virtù del fatto che la povera Chiara era stata trascinata offriva degli spunti di carattere investigativo elevati, ma l’estrazione del Dna non ci diede dei risultati“.

Il delitto di Garlasco può essere riscritto?

Come precisato da Garofano, l’esame del Dna sulla cavigliera non diede risultati. L’ex comandante ricorda che su questo accessorio non furono rinvenute tracce di sangue, probabilmente perché il trascinamento di Chiara Poggi impedì il contatto tra l’oggetto e il sangue di cui era piena la scena del crimine.

Eppure, secondo Garofano, oggi – con le nuove tecnologie che 18 anni fa non erano a disposizione degli inquirenti – potrebbe essere possibile ricavare qualcosa proprio da quella cavigliera “ma ci sono dei ma”, dice, a proposito delle modalità della catena di custodia. Non è dato sapere, per esempio, quali passaggi abbiano subito quegli oggetti e se siano presenti contaminazioni.

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