Delitto di Garlasco, perché per i legali di Alberto Stasi la revisione della condanna è possibile: le ultime

Giada Bocellari e Antonio De Rensis, avvocati difensori di Alberto Stasi, scommettono su una revisione della condanna per il loro assistito

I legali di Alberto Stasi credono a una possibile revisione della condanna nel processo sul delitto di Garlasco. Secondo Giada Bocellari e Antonio De Rensis, gli errori emersi dalle prime indagini sono gravi al punto di far credere una revisione del processo. L’ultimo episodio citato dai legali di Stasi riguarda la contaminazione del Dna rinvenuto sulla garza utilizzata durante l’autopsia di Chiara Poggi.

Perché gli avvocati credono a una revisione della condanna

Gli avvocati di Alberto Stasi hanno commentato gli ultimi accertamenti svolti dalla Procura di Pavia sul delitto di Garlasco. La contaminazione della garza utilizzata durante l’autopsia, che ha portato all’individuazione di un Dna ignoto, rappresenta uno degli errori che, secondo la difesa di Stasi, dovrebbe portare alla revisione della condanna.

“La natura del Dna rinvenuto sulla garza andava verificata con estrema attenzione, escludendo ogni possibilità di contaminazione” hanno spiegato i difensori di Stasi.

Delitto di Garlasco, perché per i legali di Alberto Stasi la revisione della condanna è possibile: le ultimeANSA

I carabinieri nella villa di Garlasco nel 2007

Alberto Stasi, possibile revisione del processo su Garlasco

Tuttavia, secondo i legali dell’ex fidanzato di Chiara Poggi, condannato per l’omicidio di quest’ultima, i nuovi accertamenti della Procura avrebbero evidenziato anche altri errori nei rilievi svolti nel 2007, che andrebbero a compromettere in maniera grave le prove utilizzate nel processo che si è chiuso con la condanna di Alberto Stasi.

Secondo Bocellari e De Rensis, questi errori, sommati ad altre imprecisioni già emerse, sono sufficienti per fare richiesta di una revisione della sentenza.

In merito alla nuova indagine aperta dalla Procura di Pavia, gli avvocati di Stasi giudicano positivamente la nomina del medico legale Cristina Cattaneo, che “conferma la serietà della Procura nella revisione delle indagini”.

Garlasco, risolto il mistero del dna di “ignoto 3”

Attraverso una nota, la Procura di Pavia ha fatto sapere che il dna trovato sulla garza, identificato come “ignoto 3”, è probabilmente frutto di una contaminazione.

Il dna apparterrebbe a un uomo sul quale era stata svolta un’autopsia nello stesso giorno di Chiara Poggi. La stessa Procura ha però disposto nuove verifiche sulla morte della giovane, avvenuta a Garlasco il 13 agosto 2007.

Accertamenti affidati all’esperta Cristina Cattaneo, professoressa Ordinaria del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e figura di riferimento nel campo dell’antropologia e medicina legale.

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