Delitto di Garlasco, spunta il possibile movente di Andrea Sempio per uccidere Chiara Poggi
I pm di Pavia potrebbero chiudere le indagini su Garlasco con "plurimi indizi" contro Andrea Sempio, tra cui il movente sull'omicidio di Chiara Poggi
La Procura di Pavia avrebbe ricostruito il movente di Alberto Stasi. In attesa del dibattimento sulla presenza di materiale genetico riconducibile alla linea paterna dell’indagato rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi, i magistrati sarebbero orientati a chiudere la nuova indagine sul caso Garlasco all’inizio del 2026 e a chiedere il rinvio a giudizio.
- Il presunto movente di Andrea Sempio
- Il Dna sulle unghie di Chiara Poggi
- L'udienza sul delitto di Garlasco
Il presunto movente di Andrea Sempio
A riferirlo è il Corriere della Sera, secondo cui gli inquirenti avrebbero raccolto “plurimi indizi contro Sempio“, con i quali sarebbero anche in grado di risalire a cosa l’avrebbe spinto a uccidere Chiara Poggi, il 13 agosto 2007.
Stando alla ricostruzioni, l’intenzione della procura di Pavia sarebbe di chiudere le indagini con l’arrivo del nuovo anno e procedere con la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio, prima di un eventuale invio alla procura generale di Milano dei documenti utili a valutare la revisione del processo Stasi.
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L’indagato al centro della nuova inchiesta su Garlasco, Andrea Sempio
Il Dna sulle unghie di Chiara Poggi
La spinta decisiva al lavoro dei pm sarebbe stata data proprio dai risultati delle analisi biostatistiche della genetista Denise Albani, sul Dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi.
Secondo le anticipazioni sulla perizia disposta dal tribunale di Pavia, dal materiale genetico rilevato nel 2007 è stato possibile ricavare l’aplotipo Y che riporta una “piena concordanza” con la linea paterna della famiglia di Andrea Sempio.
Una compatibilità che sconfesserebbe quanto stabilito nel 2014 dal genetista Francesco De Stefano, incaricato dalla Corte d’Appello bis per il processo su Stasi, che ritenne “non consolidati” i dati ottenuti dalla perizia, perché la ripetizione delle analisi non aveva dato lo stesso esito.
Una tesi ribadita dai legali della famiglia Poggi, secondo i quali il risultato della verifica sul campione sarebbe “un dato scientifico non attendibile“.
Ma per gli inquirenti le analisi condotte 11 anni fa da De Stefano non erano state fatte con lo stesso quantitativo di materiale genetico, come invece scritto nella relazione, e dunque non avrebbe potuto che dare esiti diversi.
L’udienza sul delitto di Garlasco
Saranno le parti a discutere, nell’udienza in programma il 18 dicembre, il perché della presenza del Dna di Andrea Sempio sulle unghie di Chiara Poggi.
Per la difesa si tratterebbe di un trasferimento indiretto, vista la frequentazione della villetta di Garlasco da parte dell’amico del fratello della vittima, tramite un oggetto toccato in casa.
Un’interpretazione che sarebbe però messa in discussione dagli inquirenti, dato che dalle analisi non risulterebbe traccia del Dna dei familiari o del fidanzato Alberto Stasi.
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