Diana Canevarolo "è stata uccisa", svolta nel caso di Torri di Quartesolo e indagini per omicidio volontario
Svolta nel caso della morte di Diana Canevarolo, 49enne di Torri di Quartesolo: si batte la pista dell'omicidio
L’autopsia eseguita sul corpo di Diana Canevarolo ha indirizzato la procura di Vicenza ad aprire un fascicolo d’indagine per omicidio volontario contro ignoti. Dunque, il caso è a una svolta: si batte la pista dell’assassinio e non quella dell’incidente casuale. La 49enne, all’alba di giovedì 4 dicembre, è stata trovata agonizzante dal compagno e dal figlio nel cortile del suo condominio a Torri di Quartesolo, in via Zara. A causa delle lesioni riportate è morta dopo due giorni in ospedale.
- Torri di Quartesolo, svolta nel caso di Diana Canevarolo: la pista dell'omicidio
- Le dichiarazioni del figlio e del compagno della vittima
- Le testimonianze dei vicini: "Il compagno la picchiava"
- Il fratello: "Sto dubitando dopo aver sentito le sue amiche"
- Chi era Diana Canevarolo e il punto sulle indagini
Torri di Quartesolo, svolta nel caso di Diana Canevarolo: la pista dell’omicidio
L’autopsia è stata svolta dalla dottoressa Giovanna Del Balzo che ha messo nero su bianco che la signora Canevarolo ha riportato un trauma profondo nella zona posteriore sinistra della testa e una lesione al collo. Elementi che sarebbero compatibili con una dinamica di aggressione e quindi di omicidio.
Il compagno e il figlio della vittima, assistiti dall’avvocato Cesare Dal Maso, hanno sempre sostenuto di pensare che Diana sia stata uccisa, scartando l’ipotesi dell’incidente.
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Cerchiata in rosso sulla mappa la zona in cui è stata aggredita la 49enne
“La signora deve essere stata aggredita da qualcuno – ha dichiarato il legale – temo non sia una caduta accidentale. Non so se possa essere stata utilizzata un’arma, ma sicuramente potrebbe essere stata colpita”.
Le dichiarazioni del figlio e del compagno della vittima
Pochi giorni fa, nella trasmissione televisiva Ore 14 su Rai 2, Nicolò, il figlio 18enne di Diana, aveva suggerito la pista dei ladri.
“Non sappiamo cosa sia successo e la polizia non ci dice nulla – aveva detto il ragazzo -. L’unica pista è quella dei ladri che mia mamma aveva visto qualche giorno fa nel cortile e che poi erano scappati, ma non sappiamo chi siano. Il tipo di ferita è troppo strano per essere ricondotto a una caduta. Oltretutto dalla finestra non si è lanciata perché era chiusa e nemmeno dal tetto dato che è inaccessibile”.
Sempre Nicolò aveva raccontato che aveva trovato la mamma agonizzante in posizione “sdraiata verso l’alto, dritta”. “Io – aveva aggiunto – ho fatto primo soccorso e ho tentato un massaggio cardiaco e ho controllato il respiro, ma non c’erano reazioni. Abbiamo chiamato il 118. Mi sono svegliato alle 6.02, ho visto l’ora sul telefono, papà si è svegliato verso le 5 per andare al lavoro e l’ha trovata verso le 5.30″.
Sempre il figlio di Canevarolo aveva riferito che secondo lui e il padre Diana potrebbe essere uscita in cortile verso le 2 di notte. “Di solito – le parole del 18enne – fumava una sigaretta prima di andare a letto, guardava il telefonino, non so se aveva il cellulare, l’abbiamo trovato sopra il tavolo”.
“Stiamo vivendo un incubo, nessuno ce l’aveva con lei, tutti la amavano. La cosa che mi ha fatto pensare è che vicino alla panchina c’era del sangue… spero che le telecamere della villetta vicina siano riuscite a registrare qualcosa”, il commento di Vincenzo, il compagno della 49enne.
Le testimonianze dei vicini: “Il compagno la picchiava”
Il programma La vita in diretta ha raccolto una testimonianza di un’ex vicina di casa di Diana che ha sostenuto che il compagno in alcune occasioni l’aveva picchiata.
“Eravamo in garage e sentiamo urlare “aiuto aiuto” – ha raccontato l’ex vicina -. Vedo lei aggrappata alla ringhiera e lui che esce dalla cucina. La prende per i capelli e la riporta dentro. Con una mano ha preso lei, con l’altra le tirava i capelli”.
E ancora: “Lei urlava. Poi lui è riuscito a tirarla dentro. Ma noi da fuori sentivamo le botte, eravamo sotto shock. Eravamo spaventati. Uno dei vicini ha chiamato i carabinieri che sono arrivati e sono rimasti lì quasi due ore”.
Il fratello: “Sto dubitando dopo aver sentito le sue amiche”
Nella trasmissione Rai è intervenuto anche il fratello della vittima: “Non mi ha mai parlato di aggressioni, ma sto dubitando perché ho sentito qualche sua amica e mi ha detto che aveva bisogno di aiuto. Pensavo che non andava d’accordo con il compagno. So che non era felice, mi dispiace non essere riuscito a difenderla”.
“Mi ha detto che non c’era un rapporto teso, era un rapporto un po’ stanco. Ma lui amava molto la moglie”, il commento dell’avvocato De Maso che assiste Vincenzo.
Chi era Diana Canevarolo e il punto sulle indagini
Diana Canevarolo era originaria di Vo’, comune in provincia di Padova, ed era impiegata come addetta alle pulizie per un’azienda vicentina. Dopo essere stata trovata alle 5 di mattina del 4 dicembre nel cortile di casa agonizzante e in stato di ipotermia dal compagno e dal figlio, era stata ricoverata d’urgenza all’ospedale di Vicenza.
Purtroppo il quadro clinico della 49enne si era fatto sempre più complesso con il passare delle ore. La donna si è spenta sabato 6 dicembre.
Gli inquirenti stanno analizzando tutti gli elementi raccolti dalla polizia scientifica nel cortile del palazzo e nell’appartamento della famiglia che è sotto sequestro.
Chi indaga sta esaminando anche i cellulari della vittima, del compagno e del figlio. Sta inoltre setacciando le immagini delle telecamere presenti in una abitazione che sorge di fianco al condominio. A essere sottoposta a verifiche anche la testimonianza di un vicino di casa che, attorno alle 3, avrebbe udito la voce di un uomo.
ANSA/Facebook