Diana Canevarolo trovata morta a Torri di Quartesolo, i dubbi del compagno sull'aggressione e i sospetti

La morte di Diana Canevarolo a Torri di Quartesolo, Vicenza: ferite sospette, autopsia attesa e nessuna pista esclusa. I dubbi della famiglia

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Diana Canevarolo, 49 anni, è stata trovata morta a Torri di Quartesolo in una pozza di sangue con un grave trauma cranico e un segno al collo. L’autopsia e le immagini di una possibile telecamera saranno decisive per stabilire se si sia trattato di incidente o aggressione: il compagno e il figlio chiedono giustizia.

Il delitto di Torri di Quartesolo

Cesare Del Maso, l’avvocato della famiglia di Diana Canevarolo, ritrovata morta a Torri di Quartesolo (Vicenza), ha rilasciato un’intervista a “Dentro la notizia” per fare chiarezza sulle circostanze attorno al caso.

Il legale ha spiegato di aver assistito, in parte, all’autopsia e di essere rimasto colpito da due elementi. “Una ferita dietro la parte sinistra del cranio, una ferita abbastanza importante, anzi importante” ha sottolineato Del Maso.

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La polizia scientifica al lavoro a Torri di Quartesolo, Vicenza

“Mi ha stupito anche che sia stato, lo dico in maniera così poco tecnica, tolta una parte importante del cranio dalla parte destra, evidentemente è stata tolta dagli operatori e dai medici” ha aggiunto l’avvocato.

Com’è morta Diana Canevarolo

L’avvocato ha riferito inoltre di un sospetto segno sul collo, circa 10 centimetri che corrono da sinistra a destra. “Uno potrebbe dire che è un segno di strozzamento, però c’è questo segno, poi lo vedranno i medici legali e alle conclusioni ci diranno che cos’è” ha commentato il legale.

Tuttavia, secondo l’avvocato, né il figlio né il compagno della donna hanno sospetti precisi nei confronti di qualcuno. “No, non si capacitano di come possa essere avvenuta questa tragedia” ha evidenziato.

“Non si capacitano perché secondo quello che mi è stato riferito, la signora era una signora che non aveva nemici, che non aveva nessun tipo di relazione diversa, era una persona perbene, cioè loro non hanno nessun sentore, non hanno nessun sospetto”.

Il ritrovamento e la presunta telecamera

Del Maso ha poi proseguito parlando del ritrovamento del corpo di Diana Canevarolo. Il compagno ha raccontato che quella mattina ha visto la porta della tavernetta aperta, il letto intatto, poi uscendo ha trovato Diana riversa a terra davanti al garage, in una pozza di sangue.

Ha chiamato subito il figlio, poi il 118. “Ci sono tutte le telefonate, ci sono tutte le telefonate registrate che chiamano immediatamente il 118” ha ricordato il legale. “Come sembrerebbe ci sia una telecamera. Se fosse attiva e ci fosse effettivamente questa telecamera il caso credo sarebbe risolto”.

Il caso di Diana Canevarolo

La mattina del 4 dicembre la 49enne Diana Canevarolo è stata trovata nel cortile del suo condominio, davanti a uno dei garage, in una pozza di sangue: aveva un grave trauma cranico. Ricoverata d’urgenza nell’ospedale locale, è stata dichiarata in morte cerebrale e successivamente deceduta.

La Squadra Mobile di Vicenza e la Procura hanno quindi aperto un fascicolo senza indagati, in attesa dell’esame autoptico che dovrà chiarire se la lesione sia stata provocata da un’aggressione, da un incidente o da altre cause.

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