Diritto al rimborso del volo se cancellato dopo l'attacco all'Iran, dai pacchetti turistici alle assicurazioni
L’attacco contro l’Iran e la risposta del regime hanno provocato la cancellazione di oltre 12mila voli: ecco come chiedere l’eventuale rimborso
L’attacco di Usa e Israele contro l’Iran ha avuto effetti pesanti sul traffico aereo in tutto il Medio Oriente. Chi ha subito la cancellazione di un volo ha diritto a un rimborso e, in circostanze straordinarie, chi ha comprato un pacchetto vacanza può ottenere il rimborso integrale. Numerose compagnie aeree internazionali hanno interrotto o modificato i collegamenti con l’area interessata dal conflitto.
- Attacco contro l’Iran, cancellati oltre 12mila voli
- Quando si ha il diritto al rimborso del volo cancellato
- La Task Force Golfo istituita dall’Italia
Attacco contro l’Iran, cancellati oltre 12mila voli
Secondo i dati di Flightradar24 citati da Bloomberg, la guerra in Iran ha portato alla cancellazione di oltre 12.300 voli. Le ripercussioni hanno interessato anche le tratte da e per l’estremo oriente, visto che gli aeroporti di Dubai e Doha vengono normalmente usati come scali per i voli più lunghi.
Klm, per esempio, ha sospeso il resto dei suoi voli per la stagione invernale da e per Tel Aviv, mentre British Airways ha cancellato i voli per Amman, Abu Dhabi, Bahrain, Dubai, Doha e Tel Aviv almeno fino a martedì.
ANSA
Quando si ha il diritto al rimborso del volo cancellato
In caso di cancellazione del volo i diritti del consumatore sono tutelati dal regolamento europeo 261/2000. Il titolare del biglietto può scegliere tra il rimborso del biglietto e la riprotezione su un volo alternativo verso la stessa destinazione. Per coloro che hanno acquistato un pacchetto viaggio ci sono tutele ancora più estese.
Se infatti il viaggio viene annullato dall’organizzatore, si ha diritto al rimborso integrale di quanto versato. In presenza di circostanze straordinarie – come nel caso di una guerra – si può recedere dal viaggio senza penali ottenendo il rimborso totale delle somme versate. Caso diverso se la destinazione del viaggio non è interessata dal conflitto o dalle restrizioni e si rinuncia lo stesso al viaggio: in questo caso potrebbero essere applicate delle penali. Per chiedere i rimborsi è necessario contattare la compagnia aerea e cercare i moduli sui rispettivi siti.
Come detto, diversi aeroporti che si trovano nell’area interessata dalla rappresaglia iraniana vengono usati come scali. È il caso di Dubai e Doha, dove si sosta spesso per i viaggi verso l’Asia e l’Oceania. Anche in questi casi è bene valutare le soluzioni proposte dalle compagnie, come per esempio un nuovo volo, un cambio di rotta o un rimborso.
La Task Force Golfo istituita dall’Italia
Nei giorni scorsi l’Agenzia europea per la sicurezza dell’aviazione ha raccomandato alle compagnie di evitare di “operare nello spazio aereo interessato a tutti i livelli e le altitudini di volo” in riferimento al conflitto in Iran.
Anche Ita Airways ha deciso di sospendere i voli da e per Tel Aviv fino all’8 marzo, estendendo fino al 4 marzo la sospensione dei voli da e per Dubai. Inoltre la Farnesina ha istituito la “Task Force Golfo” per coordinare le richieste di assistenza degli italiani bloccati nella regione, che stanno man mano rientrando in Italia.
Le informazioni sono disponibili sul portale Viaggiare Sicuri, oppure possono essere richieste al numero +39 06 36225 oppure scrivendo a unita.crisi@esteri.it.
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