Dov'è scappato Andrea Cavallari dopo l'evasione? Il papà è certo: "Se vuoi sparire vai in Sud America"

Parla il padre di Andrea Cavallari, il 26enne evaso da una settimana: il genitore boccia la pista dell'Est Europa

Andrea Cavallari non si trova. Il 26enne, condannato in via definitiva a 11 anni e 10 mesi per la strage della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, è evaso da una settimana. Si pensa che sia all’estero. Prosegue nel frattempo la caccia all’uomo. Il padre del giovane ha spiegato che secondo lui non sarebbe plausibile l’ipotesi di una fuga nell’Est Europa. Reputa più probabile che il figlio possa essere fuggito in Sud America.

Andrea Cavallari in fuga, parla il padre

Cavallari aveva ottenuto un permesso di necessità, concesso dal magistrato di sorveglianza, che non prevedeva alcuna scorta. Gli era stato permesso di uscire dal carcere per la discussione della tesi di laurea in giurisprudenza.

Secondo le prime ricostruzioni, Cavallari sarebbe stato prelevato in auto da un amico subito dopo il pranzo celebrativo con i parenti. Dopo il saluto ai familiari, intorno alle 15.30, il 26enne si è dileguato nel centro di Bologna.

"L’ultima volta che l’ho visto ci siamo salutati con un abbraccio. Io sono sceso dall’auto di questi due amici di Andrea, poi sono andato a prendere la mia auto con mia mamma. Non so chi siano quei due amici di Andrea, avranno 35 anni e sono italiani". Così il padre di Andrea ai microfoni di Pomeriggio Cinque News.

"Fuga studiata"

"Penso che la fuga di Andrea sia stata studiata. Non sono sicuro, però conoscendo Andrea penso abbia pianificato tutto prima", ha aggiunto il genitore.

E ancora: "Si dice che sia nell’Est Europa? Non credo, non conosce quelle zone. Non credo sia la pista giusta. Non frequentava quelle zone, là non ha amici. Non so veramente cosa pensare. Penso che possa essere lontano, forse in Sud America. Se uno vuole sparire completamente va lì. Ma sono pensieri miei, lì è più facile dileguarsi, ma non sono sicuro di niente".

Dallo studio di Pomeriggio Cinque News è stato fatto notare all’uomo che si dice che il figlio abbia avuto appoggi all’interno, ma anche all’esterno del carcere. "Non lo so, Andrea era in carcere da anni. Non ho queste informazioni. A pranzo ci raccontava di questi amici albanesi, forse di loro si fidava. Ma non so", ha spiegato sempre il padre.

L’appello del genitore: "Fatti vivo, almeno per tua mamma"

Sempre il genitore: "Ne ha già fatte tante. Non me lo aspettavo, ma lui è imprevedibile, è in grado di fare quello che ha fatto. Pentimento? Non mi ha mai fatto capire di essersi pentito, affermava sempre che non era colpa sua (la strage di Corinaldo, ndr). Però certo che la responsabilità ce l’ha".

"Se aveva soldi con sé? Ne aveva pochi. Da quello che so io, avrà avuto 500 euro. Noi per il regalo di laurea gli avevamo dato 300 euro, gli altri li avrà avuti lui. Speriamo si faccia vivo, almeno per sua mamma", ha concluso il padre del 26enne.

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