Dubbi sulle morti a Crans-Montana, autopsia per Galeppini e sospese tumulazioni per Costanzo e Barosi
La procura italiana indaga sulle morti delle vittime italiane a Crans-Montana, disposta anche la riesumazione del corpo di Giovanni Tamburi
Dopo l’apertura dell’inchiesta romana sull’incendio a Crans-Montana, in Svizzera, le Procure hanno disposto indagini sui corpi dei sei ragazzi morti nella strage. Fissata l’autopsia per Emanuele Galeppini, disposta la riesumazione del corpo di Giovanni Tamburi e sospese le tumulazioni di Costanzo e Barosi.
- Le indagini sulle vittime di Crans-Montana
- L'autopsia per Emanuela Galeppini
- L'indagine sui proprietari del locale
- Le indagini sull’amministrazione comunale di Crans-Montana
Le indagini sulle vittime di Crans-Montana
La procura di Genova ha fissato per il 20 gennaio l’autopsia sul corpo di Emanuele Galeppini, il campione di golf, tra i sei ragazzi italiani morti a Crans-Montana.
Anche i pm di Bologna hanno disposto la riesumazione del corpo di Giovanni Tamburi per eseguire l’esame autoptico non eseguito in Svizzera.
ANSAA causa dell’inchiesta aperta a Roma sono state sospese anche le tumulazioni di Chiara Costanzo e di Achille Barosi.
L’autopsia per Emanuela Galeppini
Il 19 gennaio la Procura di Genova dovrebbe formalizzare l’incarico al professore universitario Francesco Ventura.
Come riporta Il Corriere della Sera, lo stesso giorno sarà eseguita una tac sul corpo del ragazzo per accertare la presenza di lesioni da schiacciamento e il giorno dopo verrà eseguita l’autopsia.
L’esame medico legale vuole accertare se la morte del giovane sia dovuta alle ustioni oppure alle esalazioni del fumo o ad altro.
Secondo quanto emerge nel fascicolo aperto dai pm romani, al momento a carico di ignoti, delle 40 vittime di Crans-Montana, tre sono state trovate fuori dal locale incendiato “Le Constellation“, mentre le altre 37 erano all’interno, la maggior parte sulle scale o lì vicino.
Il corpo di Galeppini a un primo esame non presentava ustioni ma solo qualche escoriazione ed ecchimosi, segno che forse potrebbe essere stato travolto da qualcuno nella fuga.
L’indagine sui proprietari del locale
Non è escluso che la Procura di Roma possa nel frattempo iscrivere nel registro degli indagati i nomi dei coniugi titolari del locale per potere consentire al loro consulente di partecipare alle autopsie (che verranno eseguite, oltre che a Genova, anche a Roma, Milano e Bologna).
Intanto, Jacques Moretti, proprietario de Le Constellation, avrebbe ammesso di fronte agli inquirenti dell’indagine in Svizzera che la porta di emergenza situata nel seminterrato del locale era bloccata dall’interno e di aver sostituito lui stesso la schiuma fono assorbente che ha preso fuoco.
Moretti, giunto sul posto dopo l’incendio, avrebbe anche affermato di aver sbloccato lui stesso la porta dall’esterno e di aver trovato diversi corpi inanimati ammucchiati davanti ad essa. Jacques Moretti, destinatario di una misura di arresto cautelare, è accusato con la moglie Jessica Maric, di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose.
Tali circostanze, riferite da Rts e già emerse in alcune testimonianze riportate dai media nei giorni successivi all’incidente, potrebbero indurre la procura a valutare la contestazione del reato di omicidio per dolo eventuale.
Le indagini sull’amministrazione comunale di Crans-Montana
L’inchiesta della procura generale del Cantone del Vallese si allarga all’amministrazione comunale di Crans-Montana.
L’attenzione degli inquirenti è rivolta sul Comune che negli ultimi 5 anni non ha svolto i dovuti controlli di sicurezza, per stessa ammissione del sindaco Nicolas Féraud.
Sotto la lente degli inquirenti anche l’articolazione dei livelli di responsabilità tra lo stesso Comune e il Cantone del Vallese, titolare della competenza legislativa sulla protezione contro gli incendi.
A confermare che nelle ultime ore si è sviluppato un fitto scambio di documenti e informative tra il municipio di Crans-Montana e gli uffici del Pubblico Ministero di Sion è Nicole Bonvin Clivaz, albergatrice e vice sindaca del comune, che ha ammesso le falle dell’amministrazione.
“Sui controlli – ha detto – c’è stata una mancanza, non li abbiamo fatti e ammettiamo di non averli fatti e ci prendiamo la responsabilità per questa mancanza, Ma sarà l’inchiesta a dirlo, adesso non abbiamo ancora le vere risposte”.
ANSA