Elezioni in Cile, ballottaggio alle presidenziali tra il Partito Comunista di Jara e l'estrema destra di Kast
Il Cile va al ballottaggio tra Jeannette Jara e José Kast, con Franco Parisi ago della bilancia dopo un primo turno deciso da pochi punti percentuali
Le presidenziali in Cile non finiscono e si prosegue al ballottaggio. Il Paese tornerà a votare il prossimo 14 dicembre per scegliere tra la candidata di sinistra e comunista Jeannette Jara e l’ultraconservatore di estrema destra José Antonio Kast. I risultati sono vicini, variano di appena due punti percentuali e al terzo posto si ferma Franco Parisi. I suoi voti potrebbero finire a Kast. In passato il candidato aveva perso proprio al ballottaggio dopo aver vinto al primo turno.
Elezioni in Cile al ballottaggio
Per la prima volta dal ritorno della democrazia, il Cile è alle prese con un ballottaggio che oscilla tra due estremi: da una parte il Partito Comunista e dall’altra l’estrema destra nostalgica della dittatura di Pinochet.
A giocarsi il ballottaggio per le presidenziali sono Jeannette Jara, che al primo turno ha raggiunto il 26,45% delle preferenze, e il candidato del partito ultraconservatore José Kast, che si è affermato poco sotto con il 24,46%.
IPA
Nel primo turno il candidato populista Franco Parisi ha raggiunto un ottimo risultato, con il 18,62% delle preferenze. Proprio per questo, a meno di sorprese, i voti di quest’ultimo finiranno a Kast, che si porterà a casa la vittoria.
Chi è Jeannette Jara
La candidata del centrosinistra è Jeannette Alejandra Jara Román ed è nata in una famiglia popolare con altri quattro fratelli. Fin da giovanissima ha aderito ai movimenti comunisti ed è diventata membro ufficiale del Partito Comunista cileno nel 1999.
Ha una laurea in giurisprudenza e si dimostra una politica piuttosto pragmatica, vicina ai movimenti studenteschi. Quando diventa sottosegretaria alla Presidenza Sociale, tra il 2016 e il 2018, promuove tutele per le famiglie con figli malati e iniziative a favore dei lavoratori.
Nel post-Pinochet è la prima donna a ricoprire la carica di ministra del Lavoro e durante il suo mandato propone di ridurre l’orario lavorativo, il progressivo aumento del salario minimo e una riforma del sistema pensionistico. Per candidarsi alle primarie si è dimessa da ministra. La sua campagna elettorale è stata spinta da slogan come “più equità”.
Chi è José Kast
È stato il fallimento dello spirito dell’Ottobre cileno, quello della rivolta del 2019, a portare alla ribalta personaggi come José Antonio Kast. La sua posizione sarebbe quella della continuità con la dittatura e ha parlato in più occasioni a favore di Pinochet.
Kast è fratello di un ministro di Pinochet e figlio di un immigrato tedesco iscritto al partito nazista, arrivato in Cile e aderente all’estrema destra. È riuscito ad accumulare voti facendo campagna elettorale sul tema della sicurezza, a fronte dell’aumento della criminalità nel Paese, che un tempo era tra i più sicuri dell’America Latina.
Con il ballottaggio che esclude Franco Parisi, gli osservatori sono quasi sicuri della vittoria dell’estrema destra. Nel 2021 Kast aveva vinto al primo turno, per poi perdere al ballottaggio. Il risultato potrebbe quindi non essere così certo.
IPA