Emanuela Orlandi, secondo la Procura lo zio Mario Meneguzzi è coinvolto nella scomparsa: perquisita la villa

Caso Emanuela Orlandi, la Procura inserisce lo zio Mario Meneguzzi tra le piste d’indagine e dispone una perquisizione nella villa di Torano

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La Procura di Roma ha indicato lo zio di Emanuela Orlandi, Mario Meneguzzi, tra le ipotesi investigative e ha disposto la perquisizione della villa di Torano. Gli inquirenti hanno acquisito materiale che è stato definito “interessante”. La famiglia Orlandi ha però respinto ogni sospetto, con Pietro, fratello di Emanuela, che parla della possibilità si sia trattato di un depistaggio.

Emanuela Orlandi, nuova ipotesi sullo zio Mario Meneguzzi

Per la prima volta il nome di Mario Meneguzzi è entrato in un atto giudiziario con un rilievo che non aveva mai avuto. Secondo Repubblica, la Procura di Roma lo ha indicato come “ipotesi investigativa, ma non l’unica, che lo vede coinvolto nella sparizione” di Emanuela Orlandi. La formulazione è comparsa in un decreto di perquisizione rimasto sconosciuto fino a oggi ed eseguito nell’aprile 2024.

Gli inquirenti hanno avviato una revisione complessiva dell’impianto investigativo, tornando su documenti, testimonianze e incongruenze fin dalla prima inchiesta del 1983. La Procura ha spiegato che l’attività è nata da “elementi recentemente portati alla cognizione di questo ufficio”, che li hanno spinti a esplorare anche la pista familiare.

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Un volantino per un sit-in in memoria di Emanuela Orlandi: perquisizioni nella casa dello zio, Mario Meneguzzi

Meneguzzi è morto da anni e, all’epoca, aveva gestito molte delle chiamate dei presunti rapitori alla famiglia Orlandi. Pietro Orlandi, non ha mai creduto a un possibile coinvolgimento dello zio.

La perquisizione nella villa

Il decreto ha portato alla perquisizione della villa di Meneguzzi a Torano, in provincia di Rieti, a circa cento chilometri da Roma. L’intervento è stato eseguito dal nucleo investigativo dei carabinieri, che hanno acquisito materiale documentale definito interessante dagli investigatori.

La casa di Torano è stata considerata significativa perché Meneguzzi ha dichiarato di trovarsi lì con la famiglia il 22 giugno 1983, giorno della scomparsa di Emanuela, avvenuta dopo l’uscita dalla scuola di musica Tommaso Ludovico da Victoria.

Fanpage ha ricordato che la perquisizione non è recente, ma risale all’aprile 2024 e si inserisce nel riesame complessivo degli atti. Pietro Orlandi ha commentato: “Per me è un depistaggio. Perquisizioni avvenute non ora come vogliono far credere, ma diverso tempo fa, totalmente inutili“. Anche il figlio di Meneguzzi ha sostenuto che “c’è chi fa di tutto, con infamia, per allontanare la verità. Su mio padre soltanto bugie”.

Le altre piste della Procura

Ma l’ipotesi su Mario Meneguzzi non sarebbe l’unica considerata dalla Procura. Gli atti hanno confermato la presenza di piste parallele, incluse quelle che riguardano possibili collegamenti con ambienti religiosi, già emerse negli anni e mai abbandonate.

La famiglia Orlandi ha continuato a respingere ogni sospetto interno. Pietro Orlandi ha ricordato il sostegno ricevuto dai Meneguzzi nei mesi successivi alla scomparsa: “Senza di loro saremmo stati persi. Se non ci fosse stato mio zio a rispondere al telefono tutto il tempo, mio padre sarebbe stato perso”.

Il cugino Pietro Meneguzzi ha diffuso un messaggio in difesa del padre, affermando che “sono anni che qualcuno tenta di infangare la famiglia”.

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