Enlicitide farmaco per ridurre il colesterolo, una compressa al giorno contro la proteina PCSK9: come funziona
Angelo Avogaro, endocrinologo, spiega come funziona il nuovo farmaco contro il colesterolo, col principio attivo Enlicitide, e parla degli effetti collaterali
Efficace come le iniezioni, ma più facile da assumere: la nuova pillola anti-colesterolo si annuncia come un farmaco molto utile e, nello stesso tempo, indicato per tutti coloro che hanno livelli di LDL elevato, dunque di colesterolo cattivo. Il principio attivo si chiama Enlicitide decanoato e le ricerche condotte finora hanno dato risultati incoraggianti. L’intervista ad Angelo Avogaro, professore di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo presso Università di Padova, già presidente della Società italiana di Diabetologia, ai microfoni di Virgilio Notizie.
Come funziona il nuovo farmaco
La pillola contiene un nuovo inibitore orale di PCSK9 sviluppato da MSD e ha dimostrato di ridurre in modo significativo il colesterolo LDL, sia nei pazienti con rischio cardiovascolare elevato sia in quelli con ipercolesterolemia familiare eterozigote.
I risultati degli studi di fase 3 sono stato illustrati con soddisfazione in occasione delle Scientific Sessions 2025 della American Heart Association (Aha), in corso a New Orleans.
La molecola è stata pensata per offrire la stessa efficacia degli anticorpi monoclonali, ma attraverso una pillola, quindi con una maggiore facilità di assunzione.
Rispetto alle cure attualmente disponibili, inoltre, potrebbe rappresentare un prodotto in più nel trattamento dell’aterosclerosi.
Anche da un punto di vista della sicurezza, si è dimostrata con effetti collaterali pressoché nulli, paragonabili all’effetto placebo.
Colesterolo in calo
Le ricerche hanno mostrato che, dopo 24 settimane di trattamento quotidiano, i soggetti che hanno assunto il nuovo farmaco hanno ridotto fino al 60% il colesterolo LDL, con un calo mantenuto anche a 52 settimane.
Si è osservata anche una riduzione del:
- 53% del colesterolo non-HDL, che comprende tutti i tipi di colesterolo tranne l’HDL (colesterolo buono)
- 50% dell’apolipoproteina B (ApoB), una proteina che trasporta i grassi e le varie forme di colesterolo “cattivo” nell’organismo
- 28% della lipoproteina(a) [Lp(a)], un tipo di lipoproteina geneticamente determinata e considerata un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari
Infine, si è registrato un tasso di effetti collaterali gravi simile (10% nel gruppo enlicitide contro 12% nel gruppo placebo), con una piccola percentuale di partecipanti che ha interrotto lo studio per effetti collaterali (3% vs 4%).
L’intervista ad Angelo Avogaro
Si tratta di una svolta nelle cure?
“Sicuramente l’enlicitide è una molecola che si è rivelata efficace, anche in questa formulazione”.
Di che farmaco si tratta?
“È un inibitore della proteina che distrugge i recettori del colesterolo a livello del fegato. Non è del tutto nuovo: lo conoscevamo già perché c’è un analogo che viene somministrato, però, per via sottocutanea”.
Significa che potrà essere utile per evitare iniezioni?
“Esatto. La nuova pillola potrebbe sostituire le iniezioni e, dunque, potrebbe rivelarsi un prodotto più adatto a chi non tollera molto queste ultime. Il meccanismo di azione rimane identico. Cambia, però, anche la frequenza: le iniezioni solitamente avvengono ogni settimana o anche una al mese, mentre la pillola dovrebbe essere assunta nella quantità di una al giorno”.
Per chi è adatto il nuovo prodotto?
“Andrà bene per tutti coloro che soffrono di colesterolo a livelli alti, dunque pericolosi, anche perché ha pochissimi effetti collaterali. Dagli studi risulta molto efficace: sarebbe in grado di ridurre del 60% in un anno i livelli di LDL, il che significa che se un paziente oggi ha 200 in un anno potrebbe scendere a 60”.
La pillola potrebbe anche permettere di ridurre il ricorso alle statine? Potrebbe essere un’alternativa in più?
“Sì. Va ricordato che anche le statine sono efficaci nella riduzione del colesterolo, ma agiscono con un meccanismo diverso e, soprattutto, hanno effetti collaterali che possono essere limitanti, come per esempio i dolori muscolari. La nuova pillola, quindi, potrebbe essere utile per chi ha lo stesso tipo di problema”.
Si parla anche di una certa efficacia contro l’aterosclerosi, è così?
“Sì, gli studi indicano una riduzione della lipoproteina(a), indicata in modo scientifico come Lp(a), che viaggia nel sangue e che è implicata nell’insorgenza dell’aterosclerosi. Sembra che l’enlicitide possa ridurla del 28%”.
La platea dei possibili beneficiari, quindi, è ampia, considerando che il colesterolo alta è un problema diffuso. È in aumento?
“L’ipercolesterolemia di natura genetica è costante e non legata a problemi di tipo alimentare. Ma è pur vero che quella dovuta ad abitudini alimentari scorrette è in crescita. Va anche ricordato che proprio i livelli di colesterolo elevato non sono neppure considerati un fattore di rischio, ma una causa diretta di malattie cardiovascolari, come ictus e infarti”.
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