Evelin Moori Chamorro morta a Genova dopo la caduta dalle scale, compagno indagato per omicidio
Evelin Moori Chamorro è morta dopo essere precipitata lungo la tromba delle scale a Genova. Il compagno è ora indagato per omicidio preterintenzionale
Il compagno di Evelin Moori Chamorro, la donna morta dopo essere precipitata lungo la tromba delle scale di un condominio a Genova, è ora indagato per omicidio preterintenzionale. Per la Procura è un atto dovuto che consente al 32enne di nominare un proprio consulente. Secondo gli investigatori, infatti, la donna sarebbe caduta a seguito di uno spintone durante una lite con la sua compagna. “Mia figlia non si è suicidata. Era l’unica che portava soldi in casa”, ha detto la madre della vittima.
- Indagato il compagno
- Le indagini
- Il racconto della madre di Evelin Moori Chamorro
- Il giallo di Genova
Indagato il compagno
Si chiama Marlo Stephano V.C., il compagno di Evelin Moori Chamorro. L’uomo, un peruviano di 32 anni e connazionale della vittima, è ora indagato per omicidio preterintenzionale. Come scrive Ansa, la sua iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto che consente all’indagato di nominare un consulente.
RaiNews scrive che il 32enne ha detto agli inquirenti che nella notte tra domenica 31 agosto e lunedì 1° settembre, quando la donna è morta dopo essere precipitata dal sesto piano lungo la rampa di scale del condominio in cui la coppia viveva, i due avrebbero litigato.
© 2024 OpenMapTiles | © 2024 OpenStreetMap contributors | © 2024 TomTom | Tuttocittà
“Abbiamo litigato, lei stava per picchiarmi e allora sono scappato. Fuori dalla porta ha urlato: ‘Se non torni, mi butto’. Ma io ero già sceso“, ha raccontato l’uomo agli inquirenti. Secondo la sua versione la compagna sarebbe caduta dopo essere inciampata.
Eppure secondo la Squadra Mobile . coordinata dal primo dirigente Carlo Bartelli e Federico Mastorci, a capo della omicidi -la caduta della donna potrebbe essere stata la conseguenza di uno spintone dell’uomo che in quel momento potrebbe aver schivato uno schiaffo.
Le indagini
Marlo Stephano V.C. è assistito dagli avvocati Chiara Mariani e Luca Barontini. La Procura di Genova, rappresentata dal pubblico ministero Giuseppe Longo, ha disposto l’autopsia sul corpo della donna che verrà eseguita dal medico legale Davide Bedocchi. Lo riporta Ansa.
L’esame autoptico si è svolto nel pomeriggio di 2 settembre. Dall’esame è emerso che sul cadavere non sarebbero stati riscontrati segni di violenza. Presenta, tuttavia, fratture a una gamba e alle costole che però potrebbero essere compatibili con la caduta. Nel frattempo il 32enne è stato sottoposto al test delle unghie per riscontrare eventuali segni di una colluttazione.
Il racconto della madre di Evelin Moori Chamorro
Ascoltata dalla Rai, la madre della vittima ha dichiarato: “Mia figlia non si è suicidata. Era l’unica che portava soldi in casa. Lui usava i soldi di lei per fare le serate che animava”.
Ancora, la madre – assistita dal suo legale Paolo Costa – riferisce all’Ansa che la figlia lavorava come badante dal 2017 ed era “una gran lavoratrice”. Spesso la vittima chiedeva al compagno di occuparsi delle loro due figlie, “ma lui si faceva gli affari suoi“.
Il giallo di Genova
Come anticipato, i fatti risalgono alla notte tra domenica 31 agosto e lunedì 1° settembre. Evelin Moori Chamorro, peruviana di 30 anni, viveva insieme al compagno in un condominio di Salita Superiore della Noce, nel quartiere San Martino di Genova. Quella notte si sarebbero sentite delle urla e una serie di rumori simili allo spostamento di mobili.
Le urla si sarebbero poi spostate sul pianerottolo e, infine, si è sentito il tonfo della caduta. La donna viveva nell’appartamento insieme alle due figlie, la sorella e la famiglia. “La cognata di mia figlia e la sua famiglia si erano installati a casa. Per questo Evelinndel e il suo compagno litigavano spesso“, ha raccontato la madre della vittima all’Ansa.
La tragedia si è consumata intorno alle 2:30. In quel momento le due figlie erano assenti perché si trovavano dalla madre di Evelin. In casa, invece, c’erano la sorella della 30enne insieme al marito e i due figli. Ansa scrive che una vicina ha raccontato agli investigatori: “Ho sentito rumori dal piano di sopra. C’erano persone che correvano, sembrava che spostassero o spaccassero mobili. Ho sentito urlare un bambino o un ragazzo. Poi lei ha gridato fortissimo e ho sentito un botto”.
Un caso analogo si è consumato a Vienna: Aurora Maniscalco, palermitana di 24 anni, è morta dopo essere precipitata dalla finestra della sua abitazione mentre il compagno era in casa. Le autorità austriache hanno archiviato il caso come gesto volontario, ma la Procura di Palermo ha iscritto il fidanzato della ragazza nel registro degli indagati con l’ipotesi di istigazione al suicidio.
IPA