Ex avvocata dell'Idf Yifat Tomer-Yerushalmi tenta il suicidio, ricoverata dopo malore in casa ai domiciliari
L'ex avvocata dell'Idf, Yifat Tomer-Yerushalmi, ha tentato il suicidio nella sua abitazione dov'è costretta dai domiciliari
L’ex avvocata dell’Idf, Yifat Tomer-Yerushalmi, ha tentato il suicidio e si trova ora ricoverata. Non sarebbe in pericolo di vita dopo il malore accusato nella sua abitazione, lì dove sta scontando gli arresti domiciliari scattati da meno di 24 ore. La donna avrebbe assunto una grande quantità di farmaci per togliersi la vita.
- Yifat Tomer-Yerushalmi ha tentato il suicidio
- Il malore dopo il mix di farmaci
- Chi è l'ex avvocata dell'Idf
Yifat Tomer-Yerushalmi ha tentato il suicidio
Secondo i media israeliani, dietro al malore che ha accusato Yifat Tomer-Yerushalmi si cela un tentativo di suicidio. L’ex avvocata dell’esercito israeliano è ora ricoverata dopo aver tentato di uccidersi ma non sarebbe in pericolo di vita.
L’ex procuratrice militare era stata arrestata il 2 novembre scorso con l’accusa di abuso d’ufficio, frode, ostruzione alla giustizia e divulgazione di informazioni riservate. Aveva, infatti, fatto diffondere un video che documentava gravi abusi da soldati israeliani su detenuti palestinesi nel carcere militare di Sde Teiman.
ANSA
Truppe dell’Idf a Gaza City
Il malore dopo il mix di farmaci
Dopo meno di 24 ore dal momento in cui sono scattati per lei gli arresti domiciliari, Tomer-Yerushalmi è stata vittima di un malore dopo quello che per i media israeliani è stato un tentativo di suicidio.
La donna era finita in carcere l’8 novembre, giorno in cui le erano stati concessi i domiciliari. Tornata a casa, dopo poche ore, è stata ricoverata dopo aver assunto un mix di farmaci.
L’avvocata era stata arrestata il 2 novembre dopo aver – tra le altre cose – divulgato alla stampa un video con degli abusi compiuti da soldati israeliani su un uomo palestinese detenuto nel carcere di Sde Teiman.
Chi è l’ex avvocata dell’Idf
Sono stati giorni concitati per Tomer-Yerushalmi. Il 31 ottobre 2025 si era dimessa dal suo incarico dopo che, due giorni prima, era arrivata per lei una sospensione. Si era quindi resa irreperibile – la sua stessa famiglia ne aveva denunciato la scomparsa – fino al ritrovamento del 2 novembre.
La donna si era assunta la responsabilità per la diffusione del video e in una lettera aveva scritto: “La campagna d’odio nei miei confronti sta causando danni gravi e profondi alle IDF, alla loro immagine e alla resilienza dei soldati e dei loro comandanti. Ci sono cose che non si possono fare nemmeno ai peggiori detenuti. C’è chi ha dovuto affrontare ripetuti attacchi personali, duri insulti e persino vere e proprie minacce. Tutto questo perché ha vigilato sullo stato di diritto nelle IDF”. La donna infatti era stata messa nel mirino dalla destra israeliana che l’aveva accusata di voler screditare l’esercito, di diffamare i soldati e preannunciato sanzioni contro di lei.
Cinquantenne, Yifat Tomer-Yerushalmi era una delle figure di spicco dell’esercito israeliano, considerata una professionista severa e inflessibile.
Wikipedia