Ex compagna molestata e pedinata a Bisceglie, 50enne nei guai: così è stata perseguitata la donna
Ammonito un cinquantenne a Bisceglie per atti persecutori contro una donna: la Polizia interviene e lo indirizza a un percorso di recupero.
È stato disposto un ammonimento nei confronti di un uomo cinquantenne residente a Bisceglie per atti persecutori ai danni di una donna con cui aveva avuto una relazione. Il provvedimento è stato emesso dal Questore della Provincia di Barletta-Andria-Trani a seguito della richiesta della vittima, dopo che sono stati documentati numerosi episodi di molestie e pedinamenti avvenuti tra gennaio e giugno 2025. L’uomo è stato invitato formalmente a rispettare la legge e indirizzato verso un percorso di recupero presso centri specializzati, mentre la Polizia di Stato ha ribadito il proprio impegno nella prevenzione e nel contrasto di simili condotte.
La fonte della notizia
Stando alle informazioni pubblicate sul sito della Polizia di Stato, il Questore della Provincia di Barletta-Andria-Trani, Dott. Alfredo Fabbrocini, ha adottato la misura dell’ammonimento nei confronti di un uomo di circa cinquanta anni, residente a Bisceglie. Il provvedimento è stato emesso in applicazione dell’articolo 8 del D.L. 23 febbraio 2009 n. 11, convertito con modificazioni nella Legge 23 aprile 2009 n. 38, dopo la richiesta presentata dalla donna vittima dei comportamenti persecutori.
La ricostruzione dei fatti
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, a partire da gennaio 2025 l’uomo avrebbe messo in atto una serie di atti persecutori nei confronti della ex compagna. Le immagini raccolte hanno documentato numerosi episodi di pedinamenti, molestie e approcci indesiderati, che si sono verificati anche nei luoghi abitualmente frequentati dalla donna, come il posto di lavoro e diversi esercizi pubblici.
Gli episodi più gravi sono stati registrati nei mesi di maggio e giugno 2025. In queste occasioni, l’uomo ha seguito e avvicinato la vittima in luoghi pubblici, costringendola più volte a respingerlo con fermezza. Questi comportamenti hanno generato nella donna un persistente stato d’ansia e un forte timore per la propria incolumità, tanto da spingerla a rivolgersi alle autorità di pubblica sicurezza.
Le conseguenze per la vittima
La situazione vissuta dalla donna, secondo quanto riferito dalla Polizia, è stata caratterizzata da un crescente disagio psicologico. Il clima di paura e insicurezza, alimentato dalla costanza e dalla determinazione dell’uomo nel portare avanti le sue azioni, ha avuto un impatto significativo sulla qualità della vita della vittima. La decisione di rivolgersi alle forze dell’ordine è maturata dopo che i tentativi di allontanare l’uomo si sono rivelati inefficaci e la pressione psicologica è diventata insostenibile.
Il provvedimento di ammonimento
Alla luce delle evidenze raccolte, il Questore ha ritenuto necessario adottare la misura dell’ammonimento, uno strumento previsto dalla normativa vigente per prevenire l’aggravarsi delle situazioni di violenza e persecuzione. Con questo provvedimento, l’uomo è stato formalmente invitato a tenere una condotta conforme alla legge e a interrompere ogni forma di molestia e pedinamento nei confronti della donna.
Inoltre, il cinquantenne è stato indirizzato verso un percorso trattamentale integrato presso centri specializzati per autori di violenza presenti sul territorio. Questa misura mira non solo a tutelare la vittima, ma anche a favorire un cambiamento comportamentale nell’autore delle condotte persecutorie, attraverso un supporto psicologico e sociale mirato.
Le aggravanti previste dalla legge
La Polizia di Stato ha ricordato che, secondo la normativa attuale, le pene per i reati di atti persecutori (art. 612-bis c.p.) e di violenza domestica (art. 612-ter c.p.) risultano aggravate se commessi da un soggetto già ammonito. Questo significa che, qualora l’uomo dovesse reiterare le sue condotte, rischierebbe sanzioni penali più severe.
L’inosservanza delle prescrizioni imposte dall’ammonimento e la ripetizione di comportamenti persecutori potranno comportare l’avvio immediato di un procedimento penale d’ufficio a carico dell’ammonito. In tal caso, le autorità giudiziarie potranno intervenire con misure ancora più restrittive, fino all’arresto e alla detenzione.
Il ruolo della Polizia di Stato nella prevenzione
La Polizia di Stato ha sottolineato il proprio impegno costante nella tutela delle vittime di violenza e nella prevenzione di condotte persecutorie. Attraverso un presidio continuo sul territorio e una stretta collaborazione con i centri antiviolenza e le associazioni di supporto, le forze dell’ordine lavorano per garantire un ambiente sicuro e protetto a chi subisce abusi o molestie.
Viene inoltre incoraggiato chiunque si trovi in una situazione di pericolo o subisca comportamenti persecutori a rivolgersi con fiducia alle forze dell’ordine. La tempestività nella segnalazione e la collaborazione con le autorità sono elementi fondamentali per prevenire l’escalation di episodi di violenza e per assicurare la protezione delle vittime.
Il contesto territoriale e sociale
Il caso avvenuto nella provincia di Barletta-Andria-Trani si inserisce in un contesto più ampio di attenzione e sensibilizzazione verso il fenomeno della violenza di genere e degli atti persecutori. Negli ultimi anni, le istituzioni e le forze dell’ordine hanno intensificato le iniziative di prevenzione e contrasto, promuovendo campagne di informazione e offrendo strumenti di supporto alle vittime.
La collaborazione tra enti pubblici, centri specializzati e associazioni del territorio rappresenta un elemento chiave nella lotta contro la violenza e nella costruzione di una rete di protezione efficace. L’episodio di Bisceglie conferma l’importanza di un intervento tempestivo e coordinato per tutelare chi si trova in situazioni di rischio.
Conclusioni e messaggi di sensibilizzazione
Il provvedimento adottato dal Questore della Provincia di Barletta-Andria-Trani rappresenta un esempio concreto di come la legge possa intervenire a tutela delle vittime di atti persecutori e di violenza. L’invito rivolto all’uomo a intraprendere un percorso di recupero, unito alla vigilanza delle forze dell’ordine, costituisce un deterrente importante contro la reiterazione di simili comportamenti.
La Polizia di Stato rinnova l’appello a tutte le persone che subiscono molestie, persecuzioni o violenza a non esitare a chiedere aiuto. Solo attraverso la denuncia e la collaborazione con le autorità è possibile prevenire conseguenze più gravi e garantire la sicurezza delle vittime.
Il caso di Bisceglie dimostra quanto sia fondamentale il ruolo delle istituzioni nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere e degli atti persecutori, e quanto sia importante che le vittime trovino il coraggio di rivolgersi alle forze dell’ordine per uscire da situazioni di pericolo.
IPA
Il presente articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.