Famiglia nel bosco, figli spaventati da soffione della doccia, interruttore della luce e scarico del wc

Ricongiungimento della famiglia nel bosco: la relazione degli esperti evidenzia criticità sociali e igieniche, ma segnala miglioramenti nei minori

Pubblicato:

Sono stati presentati i documenti per il ricongiungimento della famiglia nel bosco. Il tribunale dovrà analizzare le criticità emerse, ma anche le soluzioni proposte. La relazione degli esperti sui bambini evidenzia problematiche sociali, oltre a quelle già note di tipo abitativo, igienico-sanitario ed educativo. Nei primi giorni, i minori avevano paura della doccia e rifiutavano di cambiarsi. Con il tempo, però, si sono abituati alle comodità, alle nuove attenzioni e alle attività ludiche con gli altri bambini.

Bambini spaventati: doccia

Era molto attesa la documentazione sulle condizioni dei bambini della famiglia nel bosco. Ora gli avvocati hanno depositato tutti gli atti e spetta ai giudici valutare le criticità e le proposte avanzate per affrontare gli aspetti abitativi, igienici, sanitari ed educativi.

Fin da subito i bambini hanno mostrato difficoltà anche nella relazione con gli altri minori, oltre a un iniziale timore verso le comodità della casa che li ha accolti.

Famiglia nel boscoANSA
Casa offerta alla famiglia nel bosco

L’assistente sociale che li segue ha spiegato che l’igiene personale dei minori appariva inizialmente “scarsa” e “insufficiente”. Solo il secondo giorno gli operatori sono riusciti a far fare loro la doccia, ma senza l’uso del sapone, che i bambini rifiutavano. Uno dei minori aveva inoltre paura del soffione della doccia. Anche il cambio degli indumenti è stato problematico: per circa una settimana hanno voluto indossare gli stessi vestiti.

Hanno paura della luce

Un altro disagio che provato è la luce in stanza.  Nella relazione si legge che il sonno è risultato agitato.

Di notte i minori non hanno dormito bene a causa della presenza di oggetti di uso comune, come l’interruttore della luce o il pulsante dello scarico del bagno che producono rumore.

La relazione con gli altri bambini

Nella relazione emergono anche altre condizioni di disagio. In particolare, viene evidenziata la difficoltà di relazione con i coetanei. Il documento non entra nel merito delle scelte ideologiche dei genitori, ma segnala come la crescita in isolamento abbia inciso sulle competenze sociali dei bambini.

Le difficoltà si manifestano nel confronto con le esperienze degli altri minori e nella mancanza di attività condivise con il gruppo dei pari. Anche giochi semplici, così come attività più strutturate come i compiti scolastici o le conoscenze di base come l’alfabeto, rappresentano elementi di forte differenza.

La relazione descrive quindi una condizione di isolamento che, nel lungo periodo, potrebbe risultare dannosa. L’assistente sociale precisa comunque che il suo è un lavoro tecnico e che non intende giudicare lo stile di vita della famiglia.

Come stanno oggi i bambini?

Al momento i bambini risultano in miglioramento sotto diversi aspetti, in particolare quelli relazionali e igienici. La relazione racconta come i minori si siano progressivamente abituati alle comodità, come spesso accade in situazioni simili.

Oggi reagiscono con gioia e gratitudine alle attività proposte. Sono contenti dei vestiti puliti e profumati, che annusano spesso, così come delle persone che li circondano. Apprezzano le attività ludiche e manifestano frequentemente il desiderio di restare al caldo.

Violazione della privacy

Queste informazioni sono però criticate dal Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Abruzzo, che sottolinea come l’intera vicenda abbia comportato una grave violazione della privacy dei minori.

Sarebbero state diffuse informazioni riservate su aspetti delicati della loro vita, dalla vaccinazione alla scolarizzazione, dallo stile di vita alle condizioni igieniche.

Una situazione ulteriormente amplificata dall’intervento della politica e dalla copertura mediatica, tra talk show, giornali e radio. Tra gli interventi più recenti, quello del presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha invitato i giudici a decidere liberamente, ma prima di Natale, affinché i bambini sappiano se potranno o meno trascorrere le festività con i genitori.

famiglia-nel-bosco ANSA