Famiglia nel bosco, i figli non conoscono nemmeno l'alfabeto: la proposta del sindaco ai genitori

I figli della famiglia del bosco non conoscono l’italiano e hanno gravi lacune scolastiche. Il tribunale valuta il piano del sindaco per l'istruzione

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I figli della famiglia del bosco non sanno l’italiano. Questo è il resoconto della tutor che sta seguendo i minori. Mentre per i gemelli più piccoli il grado di apprendimento è difficile da verificare, perché dovrebbero essere a pochi mesi dall’inizio della prima elementare, la bambina di otto anni risulta non saper scrivere da sola il proprio nome. Il tribunale potrebbe però accedere alla richiesta di ricongiungimento, anche grazie all’intervento dell’amministrazione di Palmoli.

Non conoscono nemmeno l’alfabeto

I bambini della famiglia del bosco non sanno leggere e starebbero imparando ora l’italiano. Solo la bambina più grande, di 8 anni, sotto dettatura sa scrivere il suo nome. Dovrebbe frequentare la terza elementare, ma i progressi scolastici segnalati per i bambini della famiglia del bosco sono praticamente nulli: conoscono a malapena i rudimenti.

Il resoconto della situazione è stato consegnato dalla tutor che li segue all’interno della struttura dove soggiornano, una volta allontanati dalla famiglia.

Famiglia nel boscoANSA
Casa per la famiglia nel bosco

L’assistente sociale avrebbe però riscontrato troppe lacune, soprattutto la scarsa padronanza dell’italiano, visto che i genitori comunicano principalmente in inglese. Non conoscerebbero neppure l’alfabeto.

La proposta del sindaco

Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, crede che il tribunale possa decidere per il ricongiungimento. Il motivo è che sindaco, amministrazione locale e avvocati della parte si erano già messi d’accordo per risolvere la questione formativa.

“Nel caso di un ricongiungimento familiare, i bambini avrebbero avuto un supporto attraverso una struttura per i migranti”, spiega. Si tratta di un’attività che permette ai bambini migranti di affrontare l’inizio del programma scolastico insieme a tutor specializzati, per poi entrare a scuola a metà anno con una maggiore capacità linguistica e i primi rudimenti per proseguire gli studi.

Il piano, spiega il sindaco, è quello di suddividere la giornata in due momenti: la mattina con questa struttura per le attività scolastiche e nel pomeriggio con un doposcuola, con lezioni individuali. “Con la famiglia non parlo direttamente – ha spiegato il sindaco – c’è stata però molta apertura”. Lo stesso sindaco racconta quindi che, se questa stessa apertura ci fosse stata durante il resto dell’anno, non si sarebbe mai giunti a una situazione di allontanamento.

Verso la decisione sul ricongiungimento

È attesa nei prossimi giorni la risposta ufficiale sulla domanda di ricongiungimento da parte dei genitori. La decisione sarà presa dalla corte d’appello e dal tribunale dei minori, che devono tener conto delle soluzioni messe in pratica dai genitori per accogliere nuovamente i bambini: dalla ristrutturazione dell’abitazione, all’home schooling, fino alla situazione sanitaria. Cruciale la data del 16 dicembre, in cui si sarà l’esito del tribunale.

Il forte ritardo scolastico resta uno dei motivi che potrebbe tenere lontani genitori e figli anche durante le festività di Natale. I giudici dovranno analizzare tutti gli aspetti della vicenda e capire cosa sia meglio per i minori.

Ricordiamo che l’aspetto educativo e formativo spettava ai genitori, che si erano presi in carico il compito di fornire l’educazione scolastica ai figli.

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