Fedez denuncia un "fatto allarmante", due finti poliziotti fanno domande sotto la redazione di Pulp Podcast
Due presunti finti poliziotti si sono presentati alla sede di Doom, la società di Fedez. La Procura dichiara: "Non erano nostri agenti"
I due presentatori di Pulp Podcast, Fedez e Davide Marra, hanno pubblicato un video extra su YouTube nel quale hanno raccontato un evento dai “contorni poco chiari”. Una settimana prima rispetto al video, due individui si sarebbero presumibilmente finti poliziotti e avrebbero fatto domande su orari e presenza di Fedez all’interno dell’edificio sede della sua società Doom. La Procura dichiara che non erano loro agenti.
- Due finti poliziotti alla sede di Doom
- La reazione del portinaio
- La dichiarazione di Marra
- Il questore informato: "Non siamo stati noi"
Due finti poliziotti alla sede di Doom
In data 5 novembre (due giorni dopo la puntata sull’inchiesta Hydra), intorno alle 15 del pomeriggio, due persone si sono presentate presso la portineria dell’edificio che ospita la sede della società Doom. All’arrivo avrebbero mostrato al portinaio due tesserini da poliziotti, identificandosi come tali.
Il portinaio non ha inizialmente nutrito dubbi sulla buona fede dei soggetti e non ha preso nota dei nomi o dei numeri identificativi riportati sui tesserini.
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I due avrebbero iniziato ad avanzare numerose domande al portinaio, dapprima vaghe, poi sempre più precise sul luogo di registrazione delle puntate del podcast. Avrebbero anche chiesto insistentemente di Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, i suoi spostamenti nella sede e gli orari di registrazione delle puntate.
La reazione del portinaio
Il portinaio dell’edificio, come raccontato dai due podcaster, non avrebbe risposto alle domande. Sembra infatti che abbia invitato i due presunti poliziotti ad andare direttamente negli uffici di Doom, ubicati all’interno della palazzina, e a porre le domande in quella sede.
I due, a quel punto, si sono allontanati senza seguire l’invito del portinaio né fornire ulteriori informazioni sui loro intenti.
Fedez dichiara che la madre, sua agente, ha presentato un esposto in Procura, non potendo fare una denuncia formale per assenza di reato, come per esempio una prova sui falsi tesserini. La Questura, però ha confermato che i due presunti poliziotti non provenivano dai loro uffici.
La dichiarazione di Marra
Davide Marra, uno dei volti di Pulp Podcast, ha voluto ribadire che il video è stato pensato per raccontare procedure poco trasparenti e potenzialmente pericolose e non per fare le “vittime”.
“Non è la prima volta che subiamo pressioni, ma è la prima volta che ci accade un fatto come questo”, commenta Marra. Fedez confessa che, visti i contenuti trattati nel programma, la situazione lo ha particolarmente agitato perché “non sappiamo chi siano gli interlocutori”.
Il podcast prosegue con la normale programmazione, che fin dall’inizio si è concentrata su temi complessi e poco dibattuti: dalla Massoneria alle organizzazioni criminali, fino agli omicidi irrisolti noti ma poco chiari della storia d’Italia. E lo ha fatto con protagonisti diretti delle storie, documenti e commenti di esperti.
Il questore informato: “Non siamo stati noi”
Tra questi anche Tommaso Ricciardelli, giornalista ed esperto di mafia, presente nel video di denuncia. La sua partecipazione è dovuta alla vicinanza degli eventi del 5 novembre, con la puntata sull’inchiesta Hydra.
Inoltre conoscendo le dinamiche del settore e tenendo conto che in assenza di reato la denuncia sarebbe stata messa velocemente da parte, ha deciso di contattare il questore. Bruno Megale, questore di Milano, ha quindi ricevuto l’informazione e l’esposto. La sua risposta è stata: “Non siamo stati noi”. E ha aggiunto: “Se fossimo stati noi, l’avreste saputo perché saremmo arrivati con un mandato”.
Se l’evento dovesse essere confermato come non parte di un’operazione ufficiale, si aprirebbe uno scenario pericoloso per l’incolumità dei podcaster e degli invitati, oltre che alla libertà di parola. I toni sarebbero quelli di una minaccia non tanto a Fedez – che come ricorda Marra ne ha molti di nemici e “situazioni” – ma proprio al podcast e ai temi che rimette sotto la giusta attenzione pubblica, fornendo un servizio di informazione ormai sempre più raro in Italia.
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