Femminicidio di Hayat Faimi a Foggia, il post di Selvaggia Lucarelli: "Serve prevenzione, no leggi per punire"
Dopo il femminicidio di Hayat Faimi a Foggia, Selvaggia Lucarelli ha affrontato la questione del braccialetto elettronico e attaccato lo Stato
Il femminicidio di Hayat Faimi, avvenuto a Foggia, dov’è stata uccisa da un suo ex che lei aveva denunciato e che avrebbe dovuto indossare il braccialetto elettronico, è stato citato da Selvaggia Lucarelli in un post condiviso sui suoi social. Nello stesso messaggio Lucarelli ammonisce: “Serve protezione, lo Stato tuteli le donne”.
- Femminicidio a Foggia, interviene Selvaggia Lucarelli
- La storia di Hayat Faimi
- Il caso Basciano e la questione del braccialetto elettronico
Femminicidio a Foggia, interviene Selvaggia Lucarelli
L’ennesimo caso di femminicidio ha spinto Selvaggia Lucarelli a scrivere un post, condiviso poi sui suoi canali social, nel quale cita quanto accaduto a Foggia e la vicenda di Alessandro Basciano.
Si tratta di un monito alle istituzioni affinché attuino una prevenzione più attiva e tutelino in maniera maggiore le donne.
IPA
Selvaggia Lucarelli a “Ballando con le Stelle”
La storia di Hayat Faimi
La riflessione di Selvaggia Lucarelli prende le mosse da quelli che definisce “annunci trionfali” fatti dalle istituzioni che hanno introdotto a luglio il reato di femminicidio come crimine a sé stante con pena l’ergastolo.
Ebbene, nonostante tali sforzi, la scrittrice ricorda come solo negli ultimi giorni ci siano stati diversi casi che hanno messo in imbarazzo la giurisprudenza sull’argomento. “Negli ultimi tre giorni è successo questo: Alessandro Basciano, dopo che per più di 3 mesi il braccialetto elettronico non è stato disponibile, il giorno della convocazione per l’applicazione del braccialetto, se ne è rimasto a Ibiza”, scrive.
“Una donna residente a Foggia, la cuoca Hayat Faimi, è stata uccisa da un ex che lei aveva denunciato con l’ausilio di un centro antiviolenza e che doveva indossare il braccialetto elettronico, ma si era reso IRREPERIBILE. Così irreperibile che dopo il femminicidio lo hanno trovato in 12 ore”, aggiunge poi.
Il caso Basciano e la questione del braccialetto elettronico
Quindi, in conclusione del suo intervento, ammonisce: “Le leggi per punire non servono a niente senza prevenzione. Lo stato dovrebbe pensare a tutelare le donne, anche perché da morte non le risarcisce certo un ergastolo”.
Selvaggia Lucarelli fa riferimento a quanto accaduto a Foggia dove una donna 46enne di origini marocchine è stata accoltellata a morte nei pressi della sua abitazione. Per questo delitto è stato fermato l’ex compagno di Hayat Faimi che era in fuga ed è stato intercettato a Roma, dopo un inseguimento a piedi, e con addosso ancora i vestiti insanguinati. L’uomo fermato dai carabinieri era stato denunciato dalla vittima ma era riuscito a sfuggire alle misure cautelari per mesi e neanche il provvedimento di divieto d’avvicinamento con l’applicazione del braccialetto elettronico, l’aveva fermato, anche perché, secondo quanto riportato da ANSA, esso non era stato eseguito per “problemi tecnici”.
Anche per quanto riguarda invece l’altro caso citato da Selvaggia Lucarelli, quello che vede protagonista Alessandro Basciano, la storia è nota. L’uomo, un famoso dj, è stato denunciato per stalking dalla sua compagna Sophie Codegoni, influencer, volto della tv e del mondo dei social. Il 36enne era atteso in commissariato a Milano per l’applicazione del dispositivo di sorveglianza, ma non si è presentato perché “vive alle Canarie”. In questi mesi, anche in questo caso, la misura non è stata eseguita per la mancanza del dispositivo di sicurezza. Per lui sono previsti i domiciliari al suo rientro in Italia.
Instagram Selvaggia Lucarelli / ANSA