Femminicidio di Ilaria Sula, i pm chiedono il giudizio immediato per Mark Samson: i motivi della Procura
La Procura di Roma chiede il giudizio immediato per Mark Samson, reo confesso del femminicidio di Ilaria Sula: gli elementi della premeditazione
I pm hanno chiesto il giudizio immediato per Mark Samson, reo confesso del femminicidio di Ilaria Sula. A motivare la richiesta sono gli elementi a disposizione della Procura di Roma che rafforzerebbero la teoria della premeditazione: secondo l’accusa il 23enne non avrebbe ucciso per un raptus, bensì avrebbe premeditato il gesto. A dimostrarlo, sempre secondo i pm, sono i messaggi che Samson avrebbe inviato su WhatsApp ad un amico dopo la fine della relazione con la vittima: “O torna con me o la uccido“.
- Chiesto il giudizio immediato per Mark Samson
- Gli elementi in mano alla Procura
- La smentita dell'utente Tinder
- Parla il padre della vittima
- Il femminicidio di Ilaria Sula
Chiesto il giudizio immediato per Mark Samson
Venerdì 18 luglio i pm della Procura di Roma, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, hanno chiesto il giudizio immediato per Mark Samson. Il 23enne è reo confesso del femminicidio di Ilaria Sula, sua ex fidanzata, uccisa nell’appartamento di famiglia del giovane.
Qualora fosse accolta la richiesta l’indagato avrebbe accesso diretto al dibattimento in Corte d’Assise senza passare per l’udienza del giudice per le udienze preliminari. Lo riporta Ansa.
ANSA
Mark Antony Samson è indagato per omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. Dopo aver ucciso la 22enne, infatti, si sarebbe liberato del corpo nascondendolo dentro un trolley abbandonato, alcune ore dopo, in un fossato di Capranica Prenestina.
A portare la Procura a chiedere il giudizio immediato è l’aggravante della premeditazione: secondo i pm il femminicidio non sarebbe stata la conseguenza di un raptus, bensì un gesto calcolato dal reo confesso.
Gli elementi in mano alla Procura
La Procura ha fatto richiesta di giudizio immediato a seguito di elementi che dimostrerebbero la premeditazione del femminicidio. Tra questi, un messaggio inviato da Mark Antony Samson a un suo amico settimane prima del femminicidio.
“O torna con me o la uccido”, avrebbe scritto il 23enne su WhatsApp al suo contatto. Durante l’interrogatorio, invece, aveva riferito di aver ucciso l’ex fidanzata dopo essersi accorto che la 22enne si stava scambiando messaggi con un altro ragazzo. Quest’ultimo, poi, ha smentito questa circostanza.
La smentita dell’utente Tinder
Come ricordava Il Fatto Quotidiano in un articolo del 16 aprile, riferendosi ad altri quotidiani non menzionati, Mark Samson aveva usato l’immagine del ragazzo con il quale il 26 marzo, poco prima di cadere vittima del femminicidio, Ilaria Sula avrebbe chattato. Samson, infatti, dopo aver ucciso la 22enne aveva pubblicato alcune storie Instagram dal profilo della vittima aggiungendo il testo: “Ho fatto la birichina”.
Il reo confesso voleva lasciare intendere che Ilaria Sula fosse partita per Napoli per un incontro con il suo interlocutore misterioso. Il diretto interessato, invece, aveva smentito attraverso i quotidiani riportati da Il Fatto Quotidiano. Il 27enne aveva matchato Ilaria Sula su Tinder solamente il 24 marzo, due giorni prima della tragedia: “Poi non l’ho più sentita, ma non ci ho fatto caso: era una delle tante chat aperte”.
Poi la smentita: “In realtà io ero a Roma, al lavoro. Ha cercato di incastrarmi, non c’entro nulla“. Dopo una prima conversazione nella quale Ilaria gli aveva raccontato “di essere uscita da poco da una storia lunga” i due non si sarebbero mai visti né sentiti. Per questo oggi il 27enne sostiene che Samson abbia “infangato la mia faccia”. La mattina del 26 marzo, quindi, tra Ilaria Sula e il giovane conosciuto sulla popolare app di incontri non ci sarebbe stata alcuna conversazione.
Parla il padre della vittima
Ansa ha raccolto una dichiarazione di Flamur Sula, padre di Ilaria: “Quelle persone hanno fatto troppo male alla mia famiglia. Spero sia fatta giustizia”. Sula parla al plurale riferendosi anche a Nors Man Lapaz, la madre del reo confesso indagata per concorso in occultamento di cadavere.
Il padre della vittima aggiunge che sua figlia “aveva una vita davanti: non è giusto che la mia principessa abbia fatto questa fine orribile. Confido nella giustizia italiana”.
Il femminicidio di Ilaria Sula
I fatti risalgono al 25 marzo. Quella sera Ilaria Sula, studentessa di 22 anni, alle 21:30 aveva raggiunto via Homs, dove l’ex fidanzato Mark Samson viveva con la sua famiglia. I motivi di quella visita restano poco chiari e l’unica fonte diretta sono le parole di Samson: secondo le ipotesi, la 22enne si sarebbe recata in via Homs per recuperare degli indumenti; secondo altre ipotesi la ragazza intendeva redarguire l’ex fidanzato che aveva tentato di appropriarsi del suo computer in un momento in cui la diretta interessata non era in casa, ovvero l’appartamento del quartiere San Lorenzo dove condivideva l’affitto con altre inquiline.
Quella stessa sera Ilaria era svanita nel nulla. Le indagini aveva portato all’arresto di Mark Antony Samson, che dopo il fermo aveva confessato: la sera prima la ragazza avrebbe “deciso di rimanere a dormire da me perché non c’erano più bus che la riportassero a casa”.
Il femminicidio si sarebbe consumato l’indomani mattina, dopo che Samson aveva portato la colazione in camera alla vittima. Notando che Ilaria aveva una conversazione con un altro ragazzo l’avrebbe uccisa con tre coltellate per poi occultarne il cadavere in un trolley abbandonato nelle campagne alle porte di Roma.
IG Ilaria Sula / Mark Samson