Femminicidio di Sara Campanella a Messina, l'avvocato di Stefano Argentino rinuncia al mandato

L'avvocato chiamato dalla famiglia di Stefano Argentino rinuncia all'incarico: le novità sul femminicidio di Sara Campanella a Messina

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L’avvocato convocato dalla famiglia di Stefano Argentino rinuncia al mandato. Il 26enne accusato di essere l’autore del femminicidio di Sara Campanella, la giovane studentessa uccisa a Messina, verrà ascoltato dal gip presso il carcere di Gazzi per l’udienza di convalida del fermo. Il legale ha dichiarato di aver rinunciato all’incarico per “scelta personale” ma sarà comunque presente durante l’interrogatorio.

L’avvocato di Stefano Argentino rinuncia al mandato

Nella serata di martedì 1° aprile Raffaele Leone, l’avvocato contattato dalla famiglia di Stefano Argentino, ha reso nota la sua rinuncia alla difesa del 26enne arrestato con l’accusa di aver ucciso Sara Campanella. Lo riporta Il Messaggero e lo conferma Ansa.

Il legale ha preso la decisione per “scelta personale”. In ogni caso Leone presenzierà durante l’udienza di convalida del fermo davanti al gip questa mattina, mercoledì 2 aprile, attesa per le 10:30 presso il carcere di Gazzi.

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Fiori e messaggi sul luogo del femminicidio di Sara Campanella, a Messina. L’avvocato nominato dalla famiglia di Stefano Argentino rinuncia al mandato per “scelta personale”

Secondo gli inquirenti Stefano Argentino avrebbe atteso e pedinato Sara Campanella nel pomeriggio di lunedì 31 marzo, quando la 22enne ha lasciato il Policlinico dopo una lezione per raggiungere la fermata dell’autobus.

Dopo l’aggressione il 26enne si sarebbe defilato a piedi fino al centro di Messina, dove poi avrebbe recuperato la sua auto per mettersi in viaggio verso Noto, sua città d’origine, e nascondersi in un bed & breakfast di proprietà della famiglia.

Il 3 aprile l’autopsia sul corpo di Sara Campanella

Come riporta Palermo Today per giovedì 3 aprile è attesa l’autopsia sul corpo di Sara Campanella. L’esame verrà eseguito presso il Policlinico di Messina, lo stesso che la 22enne frequentava per seguire le lezioni ma anche lo stesso in cui è stata trasportata d’urgenza dopo la mortale aggressione in viale Gazzi.

Secondo gli investigatori la ragazza sarebbe stata attinta con almeno tre fendenti inferti dall’assassino con un cutter, un comune taglierino. Le lame l’avrebbero colpita una volta all’altezza di una scapola e altre due volte alla gola, e in una di queste la ragazza sarebbe stata raggiunta alla giugulare. Quest’ultimo fendente sarebbe stato quello mortale.

Il femminicidio a Messina

Il lavoro degli investigatori è ancora in corso. Intorno alle 17:30 di lunedì 31 marzo Sara Campanella, una studentessa di 22 anni di Misilmeri (Palermo) iscritta al corso di Biotecnologie di Messina, aveva appena lasciato il Policlinico per raggiungere la fermata dell’autobus.

In quel momento Stefano Argentino, 26enne e collega fuori corso della ragazza, la stava aspettando. Dopo essere rimasto appostato all’entrata del padiglione in cui la 22enne stava seguendo le lezioni, quando quest’ultima è uscita in strada avrebbe iniziato a pedinarla. I suoi spostamenti sarebbero stati immortalati dalle telecamere di videosorveglianza del policlinico universitario. Lo riporta il Corriere della Sera.

Poco più avanti, all’altezza di una pompa di benzina, Argentino avrebbe raggiunto Campanella e i due avrebbero iniziato a discutere. La ragazza, quindi, si sarebbe allontanata ma il 26enne sarebbe riuscito ad afferrarla. A quel punto Sara avrebbe tentato di divincolarsi mentre gridava: “Basta, lasciami” e proprio in quel momento Argentino l’avrebbe colpita più volte. Una testimone riferisce che la 22enne “era in preda al panico, piangeva, era piegata per il dolore“.

Come già riportato, dopo l’aggressione Argentino si sarebbe dato alla fuga: prima a piedi, nonostante il vano tentativo di un testimone di fermarlo, poi a bordo della sua auto fino a Noto (Siracusa). Proprio a Noto il 26enne si sarebbe rifugiato in un b&b gestito dalla famiglia. Grazie all’incrocio tra le informazioni ottenute dai sistemi di sorveglianza e le testimonianze delle colleghe e amiche della vittima, i carabinieri sono riusciti a identificare e individuare il 26enne.

Secondo quanto emerso, Argentino avrebbe perseguitato la vittima per almeno due anni e ripetutamente le chiedeva attenzioni, appuntamenti e altre richiese che Sara Campanella rifiutava costantemente. Prima di cadere sotto i colpi mortali del 26enne la ragazza avrebbe mandato alle amiche un ultimo audio su WhatsApp: “Dove siete? Che sono con il malato che mi segue”.

femminicidio-sara-campanella-messina-stefano-argentino-2 Instagram Stefano Argentino / IPA