Femminicidio Tina Sgarbini, l'esito dei primi esami confermano la morte per "asfissia meccanica esterna"

I primi esami hanno dimostrato che Tina Sgarbini ha lottato prima di essere uccisa dal compagno, l'uomo è stato arrestato per il femminicidio della ex

Tina Sgarbini è morta soffocata con una pellicola di carta trasparente. Il femminicidio della 47enne è avvenuto a Montecorvino Rovella (provincia di Salerno), l’ex compagno Christian Persico l’ha aggredita dopo una lite. La donna ha tentato di reagire ma non è riuscita a salvarsi. I primi esami hanno evidenziato che il decesso è sopravvenuto per “asfissia meccanica esterna”.

I primi esami sul femminicidio di Tina Sgarbini

I carabinieri hanno trovato nella casa di Tina Sgarbini i segni della colluttazione e anche tracce ematiche. Elementi che contribuiranno, attraverso le indagini, a capire quanto accaduto. Christian Persico è stato arrestato dopo diverse ore di fuga. Individuato dai carabinieri non lontano dal luogo dell’omicidio.

La procura ha disposto l’autopsia. I primi esami hanno confermato ciò che era stato ipotizzato subito dopo la scoperta del femminicidio.

La casa di Tina SgambriniANSA

La casa di Tina Sgarbini

Il medico legale, Marina D’Aniello, ha affermato che “potrebbe essere stata strangolata o potrebbe esserle stato messo qualcosa in bocca, ma siamo nel campo delle ipotesi. Le certezze le avremo dopo l’autopsia”.

La relazione tra Tina Sgarbini e Christian Persico

Tina Sgarbini, ragioniera in un’attività commerciale di vernici a Battipaglia e madre di tre figli di 24, 21 e 17 anni nati da una precedente relazione, aveva iniziato la relazione con Christian Persico nel 2016.

Una settimana prima dell’omicidio erano stati visti insieme, apparentemente sereni, in un bar del centro. In realtà la donna già da qualche mese avrebbe preso la decisione di chiudere il rapporto con l’operaio edile di 36 anni.

Persico aveva quindi iniziato a metterle pressione, nel tentativo di tornare insieme alla ex. Il padre di Tina ha raccontato al TG1 che probabilmente la figlia aveva cacciato di casa il compagno “perché non lavorava“.

Le ricerche di Christian Persico e l’arresto

Persico, dopo aver ucciso la donna, è tornato a casa in evidente stato di choc e ha scritto un biglietto alla madre: “Ho fatto una cavolata“. Poi è fuggito. I familiari hanno pensato che l’uomo volesse togliersi la vita e hanno chiamato i carabinieri.

Gli agenti sono andati a casa di Tina e l’hanno trovata morta sul pavimento. Diverse ore dopo gli agenti sono riusciti a trovare Persico. Dalle prime informazioni sembra che il 36enne avesse il volto tumefatto e che probabilmente abbia tentato di lanciarsi da un ponte, poco distante dal luogo dove è stato catturato.

L’uomo è stato trasferito in carcere dopo la convalida del fermo. Nel corso dell’interrogatorio, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Femminicidio Tina Sgambrini ANSA