Firmato il nuovo contratto scuola, a quanto ammontano gli aumenti per i docenti: un sindacato fa muro
Aumenti e arretrati per 850mila docenti: per Valditara il contratto 2022-2024 è un "risultato storico", ma Flc Cgil non ci sta
All’Aran, ovvero presso l’Agenzia Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni, è stato siglato il contratto 2022-2024 a beneficio di un milione e 286mila dipendenti. Tra questi, destinatari dell’intervento sono 850 mila docenti. Con questo contratto si prevede un aumento salariale di 150 euro lordi mensili e arretrati fino a 2000 euro. Il contratto ha diviso i sindacati: da una parte le sigle Cisl, Uil, Gilda, Anief e Snals, unitamente ai ministri Paolo Zangrillo per la Pubblica Amministrazione e Giuseppe Valditara per l’Istruzione, hanno dimostrato entusiasmo; dall’altra Flc Cgil non ha firmato l’accordo, sostenendo che in realtà non contribuisca a coprire l’inflazione e che, piuttosto, contribuisca a una riduzione reale dei salari.
Il contratto 2022-2024
Come riporta Ansa, mercoledì 5 ottobre all’Aran è stato firmato il contratto 2022-2024 per un milione e 286 mila dipendenti tra cui 850 mila docenti. Con questo contratto sono previsti aumenti di stipendio e il pagamento di arretrati relativi al triennio in questione.
Nello specifico, gli aumenti interesseranno 13 mensilità per un incremento medio di 150 euro mensili, 185 euro per gli insegnanti in base all’anzianità di servizio e 240 euro mensili di cui beneficeranno ricercatori e tecnologi.
Quindi si arriva agli arretrati: i docenti riceveranno 2000 euro in un’unica soluzione. Si tratta, ovviamente, della sommatoria degli aumenti non ricevuti nel corso del triennio 2022-2024.
I firmatari hanno richiesto, inoltre, l’immediato avvio delle trattative per il contratto 2025-2027. Oltre alle misure già elencate, per il contratto 2022-2024 sono stati stanziati 240 milioni di euro dal ministero che verranno erogati come “una tantum” per docenti e personale Ata.
Il commento di Giuseppe Valditara
Sui social il ministro dell’Istruzione del Merito Giuseppe Valditara ha parlato di “risultato storico” in quanto “gli stipendi erano fermi da molti anni, dal 2009 al 2018, sotto diversi governi”. Con questa manovra il governo “rispetto e dignità a chi lavora per l’istruzione dei nostri giovani”.
Il ministro ha aggiunto che con questo contratto “garantiamo continuità contrattuale” e auspica che il triennio 2025-2027 venga regolarizzato al più presto: “Si raggiungerebbe un traguardo senza precedenti: tre contratti sottoscritti durante il mandato di un solo Governo”.
Le divisioni tra i sindacati
Come anticipato, il contratto è stato firmato dai ministri Paolo Zangrillo e Giuseppe Valditara, oltre alle sigle sindacali Cisl, Uil, Gilda, Anief e Snals.
A opporsi alla firma è stata la Flc Cgil, che invece sostiene che “gli incrementi stipendiali previsti” coprano “neanche un terzo dell’inflazione del triennio di riferimento e sanciscono la riduzione programmata dei salari del comparto”.
Ancora, il sindacato denuncia “la deriva di una politica che sottrae risorse alla Scuola, all’Università, alla Ricerca e all’Alta Formazione Artistica e Musicale e impoverisce chi vi lavora”. Per questi motivi Flc Cgil non esclude la messa in campo di “tutte le iniziative di mobilitazione necessarie”.
ANSA