Flotilla a ridosso di Gaza, tensione con Israele e navi circondate: "Attacco imminente", avvistato sottomarino

Le oltre 50 navi della Global Sumdu Flotilla sono in avvicinamento a Gaza in attesa dell'intervento di Israele: la fregata Alpino si è fermata

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La Global Sumud Flotilla si avvicina sempre di più alla costa di Gaza, in attesa da un momento all’altro dell’intervento di Israele. Le oltre 50 navi hanno superato il limite di 150 miglia oltre il quale le altre missioni sono state bloccate e gli attivisti stanno testimoniando la rotta passo dopo passo. La fregata della Marina militare italiana, Alpino, ha lanciato l’ultimo alert alla spedizione comunicando che non avrebbe proseguito oltre, così come la Furor della Spagna. Intanto, gli equipaggi hanno riferito dell’arrivo di imbarcazioni non identificate, presumibilmente israeliane. Sarebbe stato avvistato anche un sottomarino: “Attacco imminente”. Incrociati anche rimorchiatori di Tel Aviv.

L’avvicinamento a Gaza della Flotilla

In collegamento con Rainews 24, l’attivista Maso Notarianni, a bordo dell’imbarcazione dell’Arci, Karma, ha raccontato che prima dell’alba alcune imbarcazioni hanno circondato la nave ‘madre’ della Flotilla, Alma, ma non hanno tentato l’abbordaggio.

Per più di mezz’ora è stato lanciato un jamming, vale a dire un’interruzione delle comunicazioni: “Siamo stati fermi per una un’oretta quando sono accadute le intercettazioni, adesso siamo ripartiti” ha spiegato, raccontando l’alta tensione tra le persone a bordo della flotta.

“Siamo a circa 130 miglia nautiche da Gaza, poco meno. Non arriveremo a Gaza ovviamente, siamo convinti che ci fermeranno prima. Poi se succede il miracolo, arriveremo domani pomeriggio più o meno”

Le navi militari di Israele

Dalla Global Sumud Flotilla hanno fatto sapere che diverse imbarcazioni non identificate si sono prima avvicinate alla spedizione, alcune con le luci spente, per poi allontanarsi. Gli equipaggi hanno fatto partire i protocolli di sicurezza.

“Abbiamo visto l’esercito israeliano che sta arrivando e ci stiamo mettendo in posizione, non so quando potremmo riaprire le comunicazioni” ha detto in breve video da una delle barche della spedizione la parlamentare europea Benedetta Scuderi.

L’attivista brasiliano Thiago Avila, componente del comitato direttivo, ha denunciato in un post sui social l’avvicinamento di una nave di Israele: “Una nave militare israeliana ha incrociato le nostre imbarcazioni, intimidendoci, danneggiando i nostri sistemi di comunicazione ed effettuando manovre molto pericolose, aggirando le nostre imbarcazioni di testa Alma e Sirius!”.

Secondo quanto appreso da fonti militari israeliane, la Marina di Tel Aviv avrebbe pianificato di trasferire gli attivisti su una grande nave militare e di rimorchiare le imbarcazioni verso il porto di Ashdod, con la possibilità che alcune vengano affondate in mare.

Nell’operazione sarebbe coinvolta anche la squadra speciale Shayetet 13, un’unità di élite per le incursioni in mare, assalti anfibi e missioni subacquee. Stando a informazioni fatte trapelare dall’esercito, tra i vertici delle forze armate e della Difesa israeliani ci sarebbe il timore di scontri durante la presa delle barche e un possibile incidente che potrebbe provocare un’escalation.

Avvistato un sommergibile: “Attacco imminente”

Flotilla ha riferito che “la nave Sirius, subentrata all’Alma come aprifila, ha segnalato l’avvistamento di un sottomarino israeliano in immersione lungo la rotta”.

David Adler, uno degli attivisti di Flotilla e co-coordinatore generale di Progressive International (che riunisce le organizzazioni politiche progressiste), spiega su X che le minacce della scorsa notte alle navi “sono l’anticipo di ciò che temiamo da tempo: il rapimento illegale da parte di Israele in acque internazionali. Ci stiamo preparando a un attacco imminente. Conosciamo le procedure. Conosciamo i protocolli. Quando saliranno a bordo delle nostre imbarcazioni, non opporremo resistenza. Siamo pronti”.

Anche il Copasir sta seguendo gli eventi legati alla missione degli attivisti che sono ora in navigazione verso Gaza. A quanto apprende l’Adnkronos, infatti il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ha chiesto e ricevuto aggiornamenti sull’evoluzione della situazione ad Aisi ed Aise.

Lo stop della fregata Alpino

Poco prima del superamento del confine imposto da Israele in acque internazionali, la fregata italiana Alpino ha lanciato l’ultimo alert, avvisando, come nel primo messaggio, di essere disposta ad accogliere i partecipanti che avessero deciso di lasciare la missione.

La nave della Marina militare, da giorni al seguito della flotta, ha comunicato che non avrebbe scortato le imbarcazioni oltre il limite delle 150 miglia nautiche dalle coste di Gaza.

Nella serata di martedì 30 settembre è andato in scena il botta e risposta tra la Global Sumud Flotilla e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva lanciato un ulteriore appello affinché la missione si fermasse, anche per non compromettere il piano per Gaza di Trump.

Un invito condiviso dal ministero degli Esteri israeliano Gideon Sàar, ma sgradito agli attivisti, che hanno accusato Meloni di considerare la missione umanitaria un pericolo per il piano di pace americano.

“Avete letto bene: civili disarmati, attivisti nonviolenti e navi cariche di farina e medicinali sarebbero una minaccia alla stabilità. Il paradosso è evidente: si chiama pace un progetto che condanna Gaza a restare prigione a cielo aperto, e si bollano come “nemici” coloro che tentano di spezzare un assedio illegale”

Accuse a cui la premier italiana ha ribattuto sui social, dicendosi stupita per “le parole della Flotilla che mi accusa di considerare ‘un pericolo’ civili disarmati e navi cariche di aiuti”, ribadendo la possibilità di consegnare gli aiuti alla popolazione palestinese attraverso canali sicuri.

Perciò risparmiateci le lezioni di morale sulla pace se il vostro obiettivo è l’escalation. E non strumentalizzate la popolazione civile di Gaza se non vi interessa davvero il loro destino.

Lo stop della Furor della Spagna

Anche il Governo della Spagna ha “fortemente” raccomandato ai membri della Flotilla di non entrare nella zona di esclusione stabilita da Israele nelle acque antistanti Gaza, “poiché farlo porrebbe a rischio severo la loro stessa incolumità“, secondo fonti ufficiali riferite dall’agenzia Efe.

La nave militare Furor inviata da Madrid “si trova già in un raggio operativo per realizzare operazioni di salvataggio, se fossero necessarie” segnalano le fonti.

Il Governo spagnolo evidenzia che la missione è “encomiabile e legittima” ma che “la vita dei suoi componenti” ha la priorità.

Da parte sua, la Flotilla in un comunicato ritiene che Madrid abbia rinunciato a prestarle “la protezione necessaria per arrivare” alle coste di Gaza con gli aiuti umanitari: “Per azione e omissione, il Governo spagnolo diventa un complice di quanto potrà accadere”.

Nessun alt (per il momento)

Il deputato del Pd Arturo Scotto, che sta partecipando alla missione della Global Sumud Flotilla, ha riferito che “siamo a 130-135 miglia dalla costa di Gaza. Al momento non abbiamo avuto segnali di alt da Israele, ma siamo in allerta permanente“.

Uno degli attivisti italiani a bordo della Grande Blu ha riferito che “abbiamo incrociato pochi minuti fa due navi, quasi sicuramente israeliane: sembravano essere dei rimorchiatori. Poi si sono allontanate. La navigazione prosegue verso Gaza e al momento non vediamo blocchi all’orizzonte”.

La foto del M5S

Riccardo Ricciardi, capogruppo del M5S alla Camera, ha pubblicato su Facebook la foto di una nave, scattata dal collega Marco Croatti, a bordo di una delle barche che formano la Flotilla: “Quella nave là in fondo è Israele. Laggiù c’è un governo genocida; da questa parte c’è chi disarmato porta aiuti. Secondo la nostra premier sono quelli che stanno facendo questo video che mettono a rischio la pace”.

Le differenze tra Meloni e Sanchez

A margine del vertice Ue, la premier Giorgia Meloni ha attaccato gli attivisti della Flotilla.

Citata da ANSA, ha dichiarato che “è una fase nella quale tutti quanti dovrebbero capire che esercitare una responsabilità, attendere mentre c’è un negoziato di pace, è forse la cosa più utile che si può fare per alleviare le sofferenze dei palestinesi, ma forse le sofferenze del popolo palestinese non erano la priorità“.

La presidente del Consiglio ha aggiunto che “insistere in una iniziativa che ha dei margini di pericolosità e di irresponsabilità, io devo capirlo…”.

Contemporaneamente, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha invece affermato di essere “in contatto con la Flotilla e con gli altri Paesi” coinvolti, e che “stiamo parlando di persone, ricordiamo che è una missione umanitaria che non avrebbe avuto luogo se Israele avesse permesso l’ingresso di aiuti” a Gaza.

Sanchez, a differenza di Meloni, ha speso parole di stima nei confronti degli attivisti: “La Flotilla non rappresenta un pericolo o una minaccia per Israele, quindi spero che Netanyahu ne tenga conto”.

La frecciata di Crosetto agli attivisti

Su X, nel frattempo, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha lanciato una frecciata “a quei pochi presunti ‘attivisti’ che non si sentono rappresentati dalle nostre Forze armate”, dicendo che “mi sento in dovere di dire una sola cosa, per rassicurarli: in caso di pericolo, o di minaccia, i militari italiani saranno pronti a difendervi”.

Parole arrivate dopo che a Palermo, davanti al teatro Politeama, alcuni attivisti si sono sentiti “offesi dal solo fatto di vedere uno stand dell’Esercito italiano ‘mentre migliaia di civili vengono sterminati a Gaza’. Sono certo che la stragrande maggioranza degli italiani conosce, apprezza e si sente più sicura, grazie alle nostre Forze armate”.

flotilla-gaza-navi-alpino-israele ANSA/ Instagram - Benedetta Scuderi