Focolaio di legionella a Milano, rischio di polmonite interstiziale come Peppe Vessicchio secondo Bassetti

Focolaio di legionella a Milano; un morto e 11 contagi. L'allarme di Bassetti: "Il batterio causa una grave polmonite interstiziale"

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Un allarmante focolaio di legionella a Milano sta mettendo in guardia le autorità sanitarie e la popolazione. Nel quartiere San Siro sono stati confermati 11 casi di contagio, un bilancio che include un decesso e otto persone attualmente ricoverate. La situazione ha spinto l’infettivologo Matteo Bassetti a lanciare un monito il 18 novembre, collegando la grave infezione batterica al dibattito sulla polmonite interstiziale, spesso fatale.

Focolaio di legionella a Milano, l’allarme di Bassetti

Il professor Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive all’Ospedale San Martino di Genova, ha confermato all’ANSA che il focolaio milanese è attivo e che il batterio proviene “evidentemente da alcuni immobili o alcune situazioni particolari”, con l’ATS di Milano già impegnata negli accertamenti.

L’esperto ha posto l’accento sulla gravità della malattia.

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Allarme legionella a Milano

“Ricordiamo che la legionella è un microrganismo che causa numerosissime polmoniti e, siccome in questi giorni stiamo parlando di polmonite interstiziale a seguito della morte del maestro Vessicchio, una delle tipiche polmoniti interstiziali è proprio quella generata dalla legionella”.

La legionellosi è un’infezione multiorgano che colpisce polmoni, ma può interessare anche cervello, fegato e reni, risultando potenzialmente mortale.

Legionella, come avviene il contagio

La peculiarità della legionella risiede nel suo meccanismo di trasmissione, che non avviene bevendo acqua, ma esclusivamente tramite l’inalazione di aerosol (minuscole goccioline) di acqua contaminata.

Il batterio ama il caldo e l’umidità e predilige le condotte idriche e gli impianti di condizionamento.

Le fonti di rischio più comuni sono tubature, serbatoi, docce, rubinetti e, in contesti più ampi, le torri evaporative dei sistemi di aria condizionata.

Per questo motivo, l’appello del professor Bassetti è chiaro: “È importante dare un messaggio alla gente di fare i controlli perché questi serbatoi non siano colonizzati dalla legionella”.

La manutenzione e la disinfezione degli impianti sono cruciali per evitare che i microrganismi si diffondano.

L’epidemia in Italia: il dato choc

Il focolaio a Milano non è un caso isolato. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) riportano un trend in costante aumento a livello nazionale.

Nel 2023, le segnalazioni hanno raggiunto quota 3.911 casi, un incremento del 25% rispetto all’anno precedente.

L’incidenza è particolarmente alta al Nord, con la Lombardia tra le sei regioni più colpite.

La patologia si manifesta prevalentemente in soggetti anziani (età media 68 anni) e con comorbilità.

La letalità complessiva della legionellosi è tra il 5% e il 10%, ma può salire drammaticamente fino all’80% nei pazienti immunodepressi non trattati.

Il batterio, che può presentarsi nella forma grave (Morbo del Legionario) o in quella simil-influenzale (Febbre di Pontiac), richiede un trattamento antibiotico tempestivo per contrastare la sua potenziale virulenza.

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